Il Tirreno

Pontedera

Pontedera, ci vuole il ruggito in campo e sulla gradinata

Alle 18,30 arriva l’Arezzo che ha collezionato cinque risultati positivi di fila: è terzo in classifica Per i granata la parola d’ordine è quella di Prato: credere in quello che si fa. Tifosi chiamati a raccolta

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Domenica scorsa, prima di scendere in campo a Prato, Paolo Indiani ha parlato di convinzione. Lo ha fatto negli spogliatoi, a una manciata di minuti dal fischio d'inizio, spiegando ai suoi giocatori che l'impegno non basta, occorre credere in quello che si fa.

Parola d'ordine. E farlo davvero, senza paura e senza pensare troppo a quel che sarà. Il Pontedera, ora più che mai, deve vivere alla giornata. Archiviata la vittoria di una settimana fa, è tempo di un altro esame. Più difficile, più stimolante, forse addirittura più significativo.

Oggi alle 18,30 al Mannucci arriva l'Arezzo, terzo in classifica e reduce da cinque risultati utili consecutivi. Un avversario di spessore per i granata, nella domenica in cui la parola d'ordine resta quella di sette giorni fa: convinzione.

Fiducia. La prestazione, in questo momento, può anche essere messa da parte. Il Pontedera è ancora invischiato in zona playout e per mettere la testa fuori ha bisogno esclusivamente di punti, da conquistare più con la fame agonistica che con il bel gioco.

Con l'Arezzo, Indiani vuole una squadra combattiva, instancabile, arrabbiata. Con lo stesso atteggiamento mostrato a Prato. Per questo motivo, l'undici di partenza potrebbe essere lo stesso che ha affrontato i lanieri.

Lori tra i pali, con Risaliti, Polvani e Videtta in retroguardia. In mediana dovrebbero essere confermati Calcagni, Kabashi e D. Gemignani, con Corsinelli a destra e A. Gemignani dalla parte opposta. Non c'è Della Latta, in tribuna per scontare l'ultima giornata di squalifica dopo il rosso rimediato con la Cremonese. In attacco ancora spazio al tandem Disanto-Santini.

Indiani potrebbe anche apportare delle piccole modifiche allo scacchiere iniziale, ma la sensazione è che voglia affidarsi il più possibile agli "eroi di Prato".

Parlano i tifosi. Gli ultras granata, nei giorni scorsi, si sono rivolti alla città, chiedendo di riempire il Mannucci in occasione della gara di oggi. «Con l'Arezzo - hanno scritto gli ultras - c'è bisogno del ruggito della gradinata, della carica di chi ha il Pontedera nel cuore. Le parole non servono a niente. Quello che serve è mettersi la sciarpa al collo e venire sugli spalti a spingere la squadra alla vittoria. Troppo facile incitare quando le cose vanno bene. Il grido di orgoglio del popolo Granata serve ora più che mai, per portare il Pontedera alla salvezza. Noi con la voce - concludono gli ultras - i ragazzi con i polmoni e con la rabbia. Tutti allo stadio!».

Tommaso Silvi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino