Il presidio
Società, Corrado a Petroni: ora l’acconto, saldo a giugno
Debiti: il passivo alla fine della stagione dovrebbe essere di 4 milioni di euro Nella trattativa potrebbero rientrare anche le spettanze del dg Lucchesi
PISA. Giuseppe Corrado e la sua “Magico srl” sembrano davvero fare sul serio. Dopo aver chiesto ulteriori documenti alla famiglia Petroni avrebbero già in mente la bozza dell’offerta da presentare entro il 23 novembre. Siamo nel campo delle ipotesi, ma gli indizi lasciano intendere una strategia simile a quella di Pablo Dana (non concretizzatasi al momento decisivo del pagamento) quando alla fine dell’agosto scorso concordò e firmò l’accordo con Lorenzo Petroni. “Magico srl” dovrebbe offrire a Carrara Holding una cifra intorno ai 6 milioni di euro, con 300.000 euro circa da versare come caparra alla firma.
A quel punto ci sarebbe da attendere il 30 giugno per il conteggio dei debiti alla fine della stagione e quindi calcolare la differenza tra offerta e appunto la parte debitoria; differenza che diventerebbe la cifra netta nelle tasche della famiglia Petroni (non sarebbe da escludere comunque un pagamento in due anni).
Secondo stime approssimative, la stagione 2016-2017 potrebbe chiudersi per il Pisa con un passivo intorno ai 4 milioni; se quindi non saltassero fuori debiti imprevisti, a Petroni rimarrebbero circa 2 milioni di euro.
Da questa trattativa rimangono fuori due voci: il debito di Britaly Post nei confronti di Fabrizio Lucchesi per l’acquisto del 50% delle quote di Carrara Holding e quello di Carlo Battini (circa 1 milione e 700.000 euro) nei confronti del Pisa per la mancata ricapitalizzazione. Per quanto riguarda Lucchesi è probabile che la cifra spettante possa comunque rientrare nell’offerta del gruppo di Giuseppe Corrado; un passaggio che azzererebbe le pendenze dell’attuale direttore generale svincolandole dalla nuova società. Il debito di Battini invece ad oggi non ha ancora una classificazione per quanto riguarda il bilancio della società, ma se la causa civile intentata da Carrara Holding nei confronti dell’ex presidente si concludesse favorevolmente diventerebbe denaro fresco nelle casse societarie.
Proprio per capire meglio queste due vicende spinose, forse quelle che hanno portato il gruppo Corrardo a chiedere una sorta di “supplemento di indagine”, ci siamo rivolti al dottor Gianluca Chiarioni, il commercialista dello studio di Bologna che ha seguito le vicende amministrative del Pisa dalla cessione di Battini fino al momento del passaggio delle quote da Lucchesi a Fabio Petroni. «Per quanto riguarda l’acquisto del Pisa da parte di Lucchesi nell’agosto 2015 - spiega - posso confermare che il bilancio della società nella gestione Battini si era chiuso con un saldo negativo di 3 milioni e 560.000 euro. Al momento della cessione fu firmato un atto da parte dello stesso Battini in cui si impegnava a coprire quel debito. Un impegno che ad oggi non è stato onorato per una cifra intorno al milione e 700.000 euro e per la quale è stato chiamato in giudizio». A proposito della gestione Battini, ci sono ancora conseguenze sull’attuale società. In particolare per quanto riguarda il rating bancario. Esiste infatti un conto corrente intestato ancora all’Ac Pisa con garanzie personali dell’ex presidente, per il quale la società è stata segnalata alla Centrale rischi come “cattivo pagatore”. «Un conto - ci dice Chiarioni - la cui responsabilità delle garanzie ricade su Carlo Battini, ma che porta conseguenze concrete sul giudizio bancario dell’Ac Pisa». Poi l’altra questione della cessione delle quote da Lucchesi a Britaly Post. Anche in questo caso Chiarioni parla da protagonista. «Il nostro studio collaborò attivamente alla definizione del preaccordo di Gallarate. Poi l’8 luglio a Roma avvenne il passaggio ufficiale con un atto notarile che, tra l’altro, prevede una dilazione del pagamento. Quindi - conclude - Lucchesi ha ceduto ufficialmente le sue quote di Carrara Holding, atto per il quale a quanto mi risulta è ancora creditore nei confronti di Britaly Post. Un credito che comunque non dovrebbe ostacolare la cessione del Pisa visto il compratore acquisterà la società da Carrara Holding».
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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