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Il sindaco: «Tranquilli abbiamo il meglio»

Il sindaco: «Tranquilli abbiamo il meglio»

MIllozzi interviene sul periodo delicato del Pontedera e tesse le lodi di Giovannini e Indiani. E sogna la serie B

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PONTEDERA. Il sindaco Simone Millozzi interviene sul periodo delicato del Pontedera. Lo fa predicando calma e pazienza. Millozzi, da sempre tifoso granata, nella primavera 2010 ha messo insieme un gruppo di imprenditori del territorio per evitare il fallimento del club e garantire l'iscrizione alla serie D. Miracolo riuscito, proprio quando sembrava che la squadra sarebbe dovuta ripartire dalle ultime categorie del calcio. Millozzi il Pontedera se lo sente un po' suo, proprio per aver contributo a tenerlo in vita nei giorni in cui i tifosi erano rassegnati al peggio.

E oggi prende la parola, per placare gli animi dopo le due sconfitte consecutive contro Pro Piacenza e Lucchese, che hanno fatto sprofondare i granata in zona playout, richiamando tutte le componenti societarie e dirigenziali alla coesione. «Negli uffici, in campo e sugli spalti deve tornare la tranquillità. Dopo sei partite mi sembra prematuro avventurarsi in giudizi negativi», spiega Millozzi, che prosegue parlando della "coppia dei miracoli": «La storia recente ci insegna che Paolo Indiani e Paolo Giovannini hanno le competenze per uscire da ogni tipo di situazione. Hanno regalato gioie indescrivibili al popolo granata, anche grazie a una società che, senza compiere sforzi eccessivi rispetto alle proprie disponibilità, è diventata un modello nazionale».

Quindi, lei sindaco non è preoccupato per le prestazioni offerte fin qui dalla squadra?

«No. Sono convinto che la rosa assemblata da Giovannini sia in grado di poter disputare un buon campionato e di potersi salvare. Come si può non avere fiducia in Giovannini? Si merita la stima di tutti gli sportivi per ciò che ha fatto da quando è dietro la scrivania del Pontedera. E poi abbiamo Indiani in panchina, uno dei migliori tecnici in assoluto».

Sono piovute parecchie critiche sulla squadra, alcune riferite alla bassa età media del gruppo. Il Pontedera di quest'anno secondo lei è troppo giovane per la Lega Pro?

«È stato portato avanti lo stesso calciomercato di sempre, improntato sui giovani. Dobbiamo puntare su di loro, lo sappiamo. Sia perché non abbiamo i mezzi per comporre una squadra di veterani, che comunque non sarebbe garanzia di successo, sia perché il Pontedera ormai è famoso per essere un ottimo trampolino. È la nostra forza, e dobbiamo coltivarla. Chiaramente questo comporta degli ostacoli da superare, ma non devono spaventarci le difficoltà».

È vero che è intervenuto in più occasioni, in prima persona, per blindare Indiani e Giovannini?

«Diciamo che sono intervenuto nei momenti in cui avevo bisogno di far capire loro l'importanza che hanno per il movimento calcistico cittadino. Il Pontedera ha bisogno di loro e, stando ai prolungamenti di contratto, lo hanno capito».

Nel 2019 finirà il suo secondo mandato. Ha mai sognato di essere il sindaco della prima promozione in serie B della storia del Pontedera?

«Lo sogno spesso, sarebbe fantastico. Chissà, a volte l'impossibile diventa possibile. Intanto, godiamoci ciò che di buono è stato costruito in questi anni, ovvero una realtà di persone genuine e da intenditori di calcio, rispettati nel mondo sportivo italiano. E se qualche imprenditore fosse interessato a entrare nella famiglia granata, la porta è sempre aperta».

Tommaso Silvi

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