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Fragilità e poco carattere Nel Pontedera è allarme

Fragilità e poco carattere Nel Pontedera è allarme

La sconfitta in rimonta contro la Lucchese fa innervosire e preoccupare Indiani Ma il dg Giovannini tranquilizza: i ragazzi hanno bisogno di crescere e lo faranno

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PONTEDERA. Qualcosa che non va, c'è. Se la sconfitta di Piacenza poteva sembrare un caso isolato, il pesante ko nel derby con la Lucchese ha acceso un campanello d'allarme in casa Pontedera. Perché è evidente che la squadra non ha ancora il giusto equilibrio, sia a livello tattico che caratteriale. I 4 schiaffoni dei rossoneri hanno messo in evidenza le carenze dei granata: fragili sulle corsie esterne, poco presenti nella parte centrale del campo e Santini-dipendenti in fase offensiva.

Domenica dopo la partita, nella sala stampa del Mannucci si è avvertito un clima di preoccupazione piuttosto accentuato, come mai era successo negli ultimi anni. Atmosfera delicata, resa incandescente dalle parole di Indiani: «L'ho sempre detto. Salvarsi quest'anno sarà difficile», ha detto il tecnico, apparso nervoso e amareggiato. A spazzare via le nuvole nere dallo spogliatoio granata ci pensa il direttore generale Paolo Giovannini: «Nessun dramma, abbiamo una buona squadra e io ne resto convinto. Due stop non possono far cambiare i giudizi su un gruppo valido, che ha tutte le carte in regola per fare un buon campionato».

Giovannini getta acqua sul fuoco e allontana le critiche, predicando umiltà: «Sarà una stagione difficile, perché il livello del torneo si è alzato. Forse qualcuno pensava che questa squadra potesse giocarsela per le prime posizioni, ma io non l'ho mai detto né creduto. I ragazzi hanno bisogno di crescere e lo faranno».

Sereno, ma non del tutto tranquillo. Il dg granata analizza la sconfitta: «Ci sono stati errori individuali da tenere in considerazione, inutile fare finta di niente. Parlerò col mister e vedremo cosa fare, credo che il Pontedera debba scendere sempre in campo per fare la partita. Vediamo, il problema potrebbe anche essere il modulo».

Poi, Giovannini prende le difese di Cais, ancora a secco: «Veniva da una settimana di influenza e a me non è dispiaciuto, è stato determinante nell'azione del primo gol. Se vogliamo vedere il miglior Cais, dobbiamo e mettergli minuti nella gambe». E a chi pensava che l'allenamento di ieri abbia rappresentato una sorta di punizione per la figuraccia offerta con la Lucchese, Giovannini risponde così: «Giocheremo domenica a Viterbo e mercoledì prossimo a Como, nel recupero della seconda giornata. Il nostro staff aveva già programmato tutto sulla base dei prossimi impegni».

Quindi, la precisazione sulla presenza di Andrea Caponi domenica nei pressi degli uffici societari granata: «È venuto a vedere la partita, niente di più. Con Andrea - conclude Giovannini - c'è un rapporto di amicizia».

Tommaso Silvi

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