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pontedera, il “caso biglietti”

Ultras infuriati con la dirigenza «Usati come vacche da mungere»

Ultras infuriati con la dirigenza «Usati come vacche da mungere»

PONTEDERA. Dopo il "monday night" del Mannucci col Pisa arriva la protesta degli ultras del Pontedera sulla questione dei biglietti nei confronti della società, rea di aver venduto ingressi ai tifosi...

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PONTEDERA. Dopo il "monday night" del Mannucci col Pisa arriva la protesta degli ultras del Pontedera sulla questione dei biglietti nei confronti della società, rea di aver venduto ingressi ai tifosi del Pisa senza restrizioni, aver annullato gli abbonamenti e gli sconti per alcune fasce d’età e aver rincarato il prezzo dei tagliandi.

In tutti i settori le tariffe sono aumentate: da 10 a 13 euro per lo spicchio degli ultras di casa, da 30 a 40 euro in tribuna centrale e da 18 a 25 euro in quella laterale.

Scelte in nome del "Dio Denaro", che non sono andate giù ai supporter granata. «Abbiamo scelto di non prendere posizione prima del derby per non intaccare l'atmosfera di entusiasmo - si legge in una nota - E abbiamo fatto bene, considerando la grande affluenza di pontederesi allo stadio e la riuscita della coreografia da noi ideata, organizzata e finanziata. Ora però è il momento di fare chiarezza. La società ha venduto biglietti alla tifoseria nerazzurra senza nessuna restrizione, destinando agli ospiti tutto il settore di gradinata. Come se non bastasse l'ennesimo sfratto ai nostri danni, i biglietti sono stati rincarati. Inoltre sono stati annullati gli abbonamenti e gli sconti per studenti e anziani, in nome della "Giornata Granata" che tutto è sembrato meno che un’agevolazione per i pontederesi».

«Prezzi più alti, settore più piccolo, dato che la "tribunetta" in cui siamo stati ammassati ha la capienza di un terzo della gradinata nord - dicono ancora gli ultras - e nemmeno la garanzia di avere una parte dello stadio tutta nostra. I biglietti di tribuna sono stati venduti anche a tifosi pisani. Tutto per fare cassa. Ci siamo sentiti traditi. La società ha dimostrato di fregarsene della nostra passione, trattandoci come vacche da mungere. Il nostro calcio non è questo. È stato sorpassato il limite. La gradinata manifesterà il disappunto nei confronti di un gruppo di dirigenti i quali, pur di incassare, voltano le spalle alla città e a chi ogni domenica ne esibisce con fierezza i colori».

Tommaso Silvi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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