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Il Pontedera all’assalto dei quartieri alti
Un derby non facile ma importante contro gli amaranto guidati dal vulcanico Capuano. Indiani ritrova Kabashi
PONTEDERA. Guardare in alto è inevitabile. I tifosi lo fanno perché sognare non costa niente. I giocatori perché gli stimoli sono il sale del calcio. La classifica del girone B di Lega Pro è una sirena ammaliatrice per il Pontedera. L’odore fresco della vetta da una parte, il rischio di montarsi la testa dall’altra. Il filo è sottile e mantenere l’equilibrio è impresa da acrobati. Serve mentalità e concentrazione, pensando passo dopo passo. Mister Paolo Indiani in questi giorni ha fatto di tutto per farlo capire ai suoi. Parlare di crocevia è prematuro, ma il match del 24 ottobre (ore 20.30 al Mannucci) è una tappa importante del campionato del Pontedera. In un torneo dominato dall’equilibrio non ci vuole molto per ritagliarsi un posto tra le grandi. Sei punti in due partite sono bastati a Vettori a compagni per portarsi a ridosso della zona playoff; cinque le lunghezze di distacco dagli spareggi per non retrocedere. I granata lo sanno: tre punti con l’Arezzo valgono “una settimana da Dio”.
Fiducia ai soliti.“Squadra che vince non si cambia” si dice nel calcio. Figuriamoci “squadra che stravince”. E infatti Indiani con tutta probabilità confermerà in blocco gli stessi undici che hanno spento Rimini e Lupa Roma. Una sola possibile eccezione a centrocampo: Kabashi rientra dalla squalifica e, sulla carta, andrebbe a rilevare Bonaventura, tra i migliori una settimana fa. Sulla carta, perché in realtà privarsi di un giocatore nello stato di forma che ha dimostrato il giovane fantasista ligure non è per niente facile. La pazza idea è quella di un centrocampo a trazione anteriore: Bonaventura, Della Latta e Kabashi. Mister Indiani ha un buon feeling con le sorprese in formazione: chissà. In retroguardia pochi dubbi, con Polvani e Vettori centrali, affiancati da Andrea Gemignani e Videtta. In panchina torna Risaliti, recuperato dall’acciacco muscolare accusato nelle scorse settimane. La parola d’ordine in attacco è sempre la solita: Di-Ce-Sca. Disanto e Cesaretti a sostegno di bomber Scappini.
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