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L’americano: «Acquistare la società è responsabilità sociale»
PISA. Ieri sera, termine ultimo, non è stata presentata la richiesta di ripescaggio alle serie B. E come tutti sanno non è più nerazzurro Rachid Arma, la Reggiana lo aspetta a braccia aperte e nella...
PISA. Ieri sera, termine ultimo, non è stata presentata la richiesta di ripescaggio alle serie B. E come tutti sanno non è più nerazzurro Rachid Arma, la Reggiana lo aspetta a braccia aperte e nella lista non figura neanche Matteo Paccagnini, che, tornato a titolo gratuito 10 giorni fa dallo Spezia, ha lasciato il ritiro. Il giocatore non ha convinto a pieno Favarin. Il Pisa è incompleto soprattutto a centrocampo ed in attacco.
L’addio di Rachid Arma permette al dg Marco Cerminara di acquisire nei prossimi giorni le prestazioni di due attaccanti: Antonio Letizia, classe 1987, le ultime due stagioni al Matera dove ha totalizzato 51 presenze e 12 reti; e Saveriano Infantino, altro nome in pole per guidare l’attacco nerazzurro, classe 1986, lo scorso anno all'Ischia. Oltre alla situazione dei due attaccanti si potrebbe sbloccare quella del difensore Daniele Paparusso, in prova, e quelle di Giammario Piscitella, scuola Roma, e Andrea De Rossi (cugino di Daniele), mediano lo scorso anno in forza all’Akragas. Sembra più complicata invece la trattativa che riguarda il difensore Paolo Frascatore, scuola Roma.
A tenere banco in città è ancora la trattativa per l'acquisizione della società da parte di un imprenditore americano che nei giorni scorsi ha incontrato il presidente nerazzurro Carlo Battini, il quale ha presentato parte della documentazione richiesta per avere da parte dei possibili nuovi acquirenti un’offerta. Intermediari della trattativa sono Matteo Anconetani, nipote di Romeo, e l’avvocato Gabriele Bonadio.
Quest'ultimo, in un’intervista a 50 Canale, ha affermato che «acquistare il Pisa è una questione di responsabilità sociale ed è una frase importante che io non ho mai sentito dire da nessuno. I prossimi possibili acquirenti pensano questo. Pisa è una città che vive di calcio, c’è tanta passione e tanto attaccamento e questo l’imprenditore lo ha riconosciuto. Non si è comunque parlato di cifre, una valutazione economica del Pisa non si è fatta, ma l'imprenditore quindi è disposto a fare le cose quanto prima. Abbiamo logicamente necessità di valutare il business plan. Pisa è conosciuta in tutto il mondo. Al momento - conclude l’avvocato Bonadio - l'interlocutore americano vuole massimo riserbo per lavorare in maniera serena, non vuole che trapeli nulla circa la sua identità».
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