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Tecnici a lezione da Alvini per carpirne i metodi
L’Associazione degli allenatori al Leporaia e poi una serata fatta di domande «Con i ragazzi ho solo un rapporto professionale perché ci deve essere rispetto»
PONTE A EGOLA. Il fenomeno Tuttocuoio. Così la metodologia di lavoro dello staff neroverde è stato osservata da una rappresentanza di allenatori della provincia. Nel pomeriggio al Leporaia di Ponte a Egola i tecnici hanno assistito alla seduta di allenamento, poi intorno alle 22 è stata spiegato nel dettaglio il metodo di lavoro di Alvini e del suo staff al bar Torino nel rione “Il Ponte”.
Luciano Pistolesi segretario della sezione di Pisa dell'Associazione italiana arbitri, spiega l’iniziativa «Abbiamo chiesto al Tuttocuoio di ospitarci, perché crediamo che vedere come lavora una squadra sul campo, sia il modo migliore per aggiornarsi. Volevamo andare a vedere anche Pisa e Pontedera, ma non ci siamo riusciti». Per Pistolesi, tra l'altro, la realtà del Tuttocuoio non è nuova, visto che ha allenato le giovanili neroverdi.
Non c’erano però molti tecnici, forse la concomitanza con la serata di Europa League, che vedeva in campo la Fiorentina che probabilmente non ha permesso una presenza più numerosa di partecipanti. In ogni caso coloro che hanno deciso di accettare l'invito (prevalentemente allenatori di formazioni dei vari settori giovanili della zona, e dei dilettanti) hanno seguito con interesse le varie spiegazioni che lo staff del Tuttocuoio ha fornito.
Massimiliano Alvini ha esordito chiarendo l'importanza che hanno per lui i collaboratori. Era presente Marco Ceccomori allenatore in seconda ormai da quattro anni, il preparatore atletico Marco Masoni anche lui alla corte di Alvini da diversi anni, e Stefano Esposito che si occupa della metodologia di allenamento. AIl tecnico del Tuttocuoio ha spiegato il motivo per cui ha ritenuto opportuno avvalersi di lui: «Con Ceccomori ci siamo resi conto che dovevamo alzare il livello di intensità degli allenamenti, e abbiamo scelto Stefano perché l'avevo conosciuto al corso di allenatori, e già in quella circostanza ci eravamo confrontati trovando affinità. Eravamo in compagnia di "mostri sacri " del calcio come Panucci e Cannavaro: noi eravamo un po’ gli ultimi della classe». Alvini, insieme ai suoi collaboratori, ha spiegato la settimana di allenamento standard, entrando nel dettaglio anche del lavoro fisico e atletico che viene fatto a ogni singolo calciatore, e mostrando il suo punto di vista della gestione dello spogliatoio.
«Con i miei ragazzi ho un rapporto sincero, che passa anche attraverso degli scontri, ma per me è giusto sia così. Non ho rapporti con i giocatori fuori dal campo, perché a mio avviso ci deve essere rispetto dei ruoli. Facendo così i ragazzi ti seguono».
Contrariamente ad altri allenatore, il tecnico del Tuttocuoio non concede il riposo il giorno dopo la partita: «Riflettiamo sugli errori del giorno prima, e chi non gioca può di fare un allenamento tale da raggiungere il livello di chi ha giocato il giorno prima».
E poi chiude: «Io vivo di sensazioni, gli occhi dei miei calciatori mi comunicano qualcosa in settimana, a volte decido di fare l'amichevole alla mattina cambiando così il programma, e i ragazzi si devono adeguare».
Stefano Scarpetti
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