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Pontedera

Galli prima sbotta e poi chiede scusa a tutti i tifosi granata

Galli prima sbotta e poi chiede scusa a tutti i tifosi granata

Il momento nero del Pontedera fa saltare i nervi in campo e sugli spalti alla fine della gara persa sul campo del Forlì

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PONTEDERA. Sarà che dalla fondazione dell’Us Città di Pontedera nel 2010, tra serie D, Seconda e Prima divisione e Lega Pro soltanto nello scorso campionato era successo di raccogliere un solo punto in 4 gare (pari contro il Lecce il 10 novembre 2013 e ko con Ascoli L’Aquila e Perugia). Sarà che forse la salvezza conquistata con largo anticipo ha svuotato di stimoli Vettori & C. Le cause resteranno per sempre chiuse tra le quattro mura dello spogliatoio granata. E forse nemmeno lì dentro, uno di fronte all’altro, giocatori e tecnico sono in grado di capire per quale motivo il Pontedera si sia spento.

E se non è successo nelle intenzioni e nelle motivazioni, è accaduto nel gioco. Anche domenica a Forlì la truppa di Paolo Indiani ha concesso molto. Troppo, visto che dopo 50’di gioco i romagnoli avevano già messo l’ipoteca sui 3 punti con due gol di vantaggio. La reazione finale, condita dal gol di Libertazzi, lascia intendere che la squadra è viva, ma non è bastata a evitare la terza sconfitta nell’arco di 4 partite. E quando i risultati non arrivano il nervosismo trova terreno fertile.

Galli a fine gara fa infuriare gli ultras. Giampaolo Mantelli di Brescia ha da poco fischiato la fine del match. I giocatori del Forlì si abbracciano ed esultano sotto lo spicchio dei propri sostenitori, consapevoli che il successo appena ottenuto è ossigeno puro in chiave salvezza. Dall’altra parte teste basse e musi lunghi. Come al solito il gruppo granata si dirige sotto il settore ospiti, occupato dalla quarantina di tifosi che domenica hanno seguito i propri beniamini in Romagna. Qualcuno dagli spalti esterna il proprio malumore per una serie di risultati negativi che inizia a ingrossarsi. I giocatori incassano le critiche e prendono la via degli spogliatoi. Tranne Iacopo Galli, che sbraccia quasi in segno di risposta alle lamentele della tifoseria. Gli ultras non la prendono bene e in serata il giocatore si scusa attraverso facebook.

«Ero avvelenato per l'andamento della partita! Non ve lo meritate – ha scritto domenica sera l’esterno classe ’93 sulla pagina dei tifosi pontederesi - perché ogni volta vi fate migliaia di chilometri per sostenere la squadra! Scusate ancora».

Capitan Vettori: «Non si fa così». Il giorno dopo il capitano granata non usa giri di parole. «Iacopo ha sbagliato e glielo abbiamo detto tutti negli spogliatoi. La nostra tifoseria ci è sempre stata vicino, anche in questo momento nero. Sono sempre presenti in casa e soprattutto in trasferta: hanno fatto bene a criticarci».

L’esperto difensore centrale poi precisa che «Galli ha immediatamente capito di aver sbagliato e si è scusato sulla pagina facebook degli ultras».

Ora dalle parti del Mannucci si deve pensare solo a giocare. Il capitano lo dice chiaramente: «Basta con le chiacchiere. Lo ho detto anche ai miei compagni. Dobbiamo dimostrare sul campo la nostra voglia di vincere: il nostro campionato non può e non deve finire così».

Galli: «È stato un malinteso». Nonostante le scuse sul social network, Iacopo Galli torna sulla vicenda a mente fredda: «Il mio non era un gesto nei confronti dei tifosi, ma stava semplicemente a significare il disappunto per una sconfitta al termine di una partita in cui abbiamo dato l’anima. Non volevo offendere gli ultras – conclude Galli – e se si sono sentiti tirati in causa chiedo scusa a tutti loro. Spero di tornare presto a festeggiare tutti insieme una vittoria».

Tommaso Silvi

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