Il Tirreno

Pontedera

Ponsacco, l’impresa per essere grandi

Battuta la Robur Siena con autorità mal digerita dai tifosi ospiti. Il racconto del custode che ha “rinforzato” il cancello

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PONSACCO. Ponsacco si risveglia e si stropiccia gli occhi. Non è un lunedì come gli altri in città. È il giorno successivo alla grande impresa. 3-0 secco al Siena e lezione di calcio alla nobile decaduta del girone E di serie D, in una vera e propria bolgia. E mentre gli ultras cercano di recuperare la voce persa sugli spalti, i protagonisti si godono il relax. Tra loro il bomber Christian Brega, in gol contro la Robur con un pallonetto che se fosse stato fatto in serie A starebbe già impazzando tra social network e televisioni.

«Nell’attimo in cui ho segnato - racconta Brega - non ho pensato alla bellezza del gol. Rivederlo nelle immagini è fantastico, fa molto piacere».

Sono tornati i gemelli del gol. Non segnavano entrambi nello stesso match dal 21 dicembre scorso in casa del Foligno, dopo aver scandito a suon di reti la vittoria del campionato scorso in Eccellenza. Brega e Granito sono tornati insieme nel tabellino dei marcatori nei 90’ più prestigiosi della stagione.

«Ho un gran compagno d’attacco. Siamo in sintonia dentro e fuori dal campo e non importa chi fa gol, siamo contenti l’uno per l’altro. Oltre a noi però c’è un gruppo fantastico che sta facendo grandi cose». Con quello segnato al Siena fanno 13 in stagione per Christian Brega, capocannoniere del torneo. E se a giugno arrivasse una chiamata dalla Lega Pro? «Non amo guardare al futuro – spiega l’attaccante del Ponsacco – questa piazza mi ha dato molto e mi trovo benissimo. Ognuno lavora per migliorarsi continuamente e raggiungere nuovi obiettivi: le offerte mi farebbero piacere».

Tentata invasione: il racconto del custode. Nella domenica in cui il Comunale si è ripopolato con oltre 1000 spettatori ci hanno pensato i supporter bianconeri a rovinare l’atmosfera di festa tentando di forzare la porta che dal settore ospiti porta sul terreno di gioco al 77’. Roberto Signorini, 65enne addetto alla sicurezza intervenuto per rafforzare la chiusura del cancello preso di mira dalla furia dei tifosi, racconta la sua versione dei fatti: «Stavano sradicando il cancello. Il commissario di campo mi ha autorizzato ad andare a mettere un lucchetto e una catena aggiuntivi, ma una volta arrivato di fronte al settore ospiti ha ricevuto sputi e offese. Alcuni tifosi hanno cercato di togliermi dalle mani la catena e ce l’hanno fatta. Ho avuto paura, se ripenso a quegli attimi mi vengono i brividi. Avevo il braccio incastrato, mi strattonavano verso di loro. In 14 anni tra i campi sportivi non mi era mai capitata una cosa del genere».

Tommaso Silvi

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