«Forse siamo più deboli i giovani emergeranno»
Il dg Paolo Giovannini fa il bilancio del mercato di riparazione del Pontedera e sogna una salvezza anticipata perché così ci sarebbero meno pressioni
PONTEDERA. È tornato in Valdera ieri, nel primo pomeriggio, in tempo per stare vicino alla squadra nel consueto allenamento al Mannucci. Il calciomercato è finito. All’Atahotel di Milano procuratori, direttori sportivi e presidenti non si rincorrono più sventolando tra le mani contratti e offerte. Niente più trattative.
Paolo Giovannini può tornare dietro la sua scrivania, a stretto contatto con un gruppo di giocatori rivoluzionato rispetto a quello presentato il 31 luglio in piazza del Ss. Crocifisso. Caponi, Grassi, Ricci, Paparusso, Allegra, Della Latta, Gori i nomi di coloro che hanno scelto di cambiare aria. Anacoura, Videtta, Ceciarini, Bennati, Lombardo, De Cenco, Libertazzi sono approdati alla corte di mister Paolo Indiani.
In 17 anni di esperienza da dirigente a Paolo Giovannini mai era capitato di affrontare una sessione di mercato invernale tanto movimentata?
«Sono cose che possono succedere. Ricordo molto bene che a Lucca, nella stagione 2010-11, fummo costretti a cambiare tanto a gennaio. Eravamo penultimi e riuscimmo a centrare il 7° posto finale».
A Pontedera le cose sono diverse.
«Decisamente, è successo il contrario. Da 3 anni stiamo facendo cose sorprendenti ed è normale che alcuni nostri giocatori siano finiti nel mirino di club importanti. Mi riferisco a Grassi e Caponi, che sono andati a giocarsi le loro carte in squadre di blasone. Non ho mai ostacolato la cessione. In una rosa di 22 elementi è normale che qualcuno pensi che Pontedera non è un punto di arrivo. Chi gioca deve dare il massimo, altrimenti meglio che le strade si dividano».
A una manciata di ore dallo stop alle trattative ha deciso di girare in prestito Leonardo Gori, centrocampista del ’96, al Livorno fino al termine della stagione. Ha voluto dare al ragazzo la possibilità di giocare con maggiore continuità, visto che in granata ha trovato poco spazio?
«Semplicemente Gori è stato richiesto da una società di categoria superiore, che la ho visionato nella partita con la Casertana e ha scelto di puntare su di lui. Non potevo negargli questa opportunità e mi sono accordato con il Livorno per il prestito con diritto di riscatto per loro e di controriscatto per noi. Si alternerà tra Primavera e prima squadra e a giugno tireremo le somme».
Crede che il Pontedera sia uscito indebolito dal cosiddetto “mercato di riparazione”?
«Con le cessioni di Grassi e Caponi abbiamo perso qualcosa. Però sono convinto che molti giovani ora potranno mettersi in mostra e si responsabilizzeranno. Un leader può fare da trascinatore al resto del gruppo, ma può anche bloccare lo sviluppo di alcuni elementi».
Potesse riavvolgere il nastro modificherebbe l’operato delle ultime settimane?
«No, perché credo di aver agito correttamente sia nei confronti dei calciatori che del Pontedera. Mi piacerebbe che ottenessimo la salvezza in anticipo: questi ragazzi se giocassero senza alcun tipo di pressione potrebbero fare ancora meglio di quanto dimostrato finora».
Tommaso Silvi
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