Il Tirreno

Pontedera

Cesaretti riporta il sorriso dopo il terremoto

di Tommaso Silvi
Cesaretti riporta il sorriso dopo il terremoto

I granata trovano subito il loro nuovo numero 10: Christian firma una tripletta. Rigore inesistente concesso all’Ancona

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PONTEDERA. «La più bella soddisfazione da quando faccio l’allenatore». Paolo Indiani ha la faccia di chi non può chiedere di più. L’espressione del tecnico di Certaldo in sala stampa dopo il 4-1 rifilato dai suoi ragazzi all’Ancona è un mix di orgoglio, rabbia e felicità. Una manciata di secondi bastano per far traboccare il vaso di emozioni riempito fino all’orlo durante la settimana. Prima il commento sull’addio di Caponi, poi l’analisi del saluto di Grassi. «Non mi aspettavo quel tipo di atteggiamento. Il capitano non può abbandonarmi così. Mercoledì sera ha comunicato alla società di volersene andare e giovedì quando l’ho visto negli spogliatoi sono rimasto stupito. Gli ho chiesto di tornare a casa perché dovevo allenare la squadra in vista dell’Ancona. Probabilmente firmerà a giorni, ma anche se restasse in maglia granata lui non è più un mio giocatore». Toni duri che si ammorbidiscono quando a finire sotto la lente d’ingrandimento è la cessione di Luigi Grassi. «Ha avuto un’occasione irripetibile. Non sono rimasto certo felice della sua partenza, ma lo capisco. E soprattutto la società ha guadagnato molti soldi con il suo passaggio all’Ascoli».

Ancona spazzato via. Archiviate le vicende di mercato, dal Pontedera ci si aspettava una reazione. E la risposta è arrivata potente quanto l’uragano che ha spazzato via 6 ormai ex giocatori della rosa granata dall’inizio del calciomercato invernale. Nei primi minuti tutti corrono indemoniati alle caviglie degli uomini di Cornacchini. Settembrini e Bartolomei con un paio di contrasti fanno subito capire agli avversari che al Mannucci c’è una gran voglia di vincere. Di Dio e D’Orazio soffrono il pressing asfissiante di Libertazzi e sparano la palla sistematicamente in fallo laterale. Sono soltanto i primi tuoni in lontananza che anticipano la grandinata di gol del Pontedera. Tavares al 35’ ristabilisce la parità con un rigore gentilmente offerto dal signor Prontera di Bologna. Ma è tutto inutile. Di fronte alla furia agonistica di Vettori e compagni c’è veramente poco da fare.

Benvenuto Christian. Voleva andarsene. Finire la stagione in un altro club per sfruttare maggiormente le sue doti. Indiscrezioni di sette giorni fa, non di più. Oggi però quel mal di pancia sembra lontano anni luce. Christian Cesaretti ha il pallone autografato dai compagni sotto il braccio. «È la prima tripletta in carriera», esordisce con gli occhi che brillano. È stato il suo pomeriggio. Grande gruppo, ottima gestione di Paolo Indiani, tifo incessante dalla gradinata. Tutto vero. Il biondino arrivato in estate dal Frosinone però si prende l’oscar come miglior attore protagonista. Al centro delle critiche a inizio stagione per la sua sterilità, sempre silenzioso, mai fuori dal coro. «Non sono una prima punta, mi piace svariare». Lo ha ripetuto fino a perdere la voce al mister e ai compagni. Con l’infortunio di Scardina non c’era altra soluzione. Doveva starci per forza lui col numero 9 là davanti. «Sono arrivato al punto di sperare di non giocare piuttosto che essere utilizzato come prima punta», dichiara oggi, finalmente felice. Senza Grassi a lui il compito di fare il rifinitore alle spalle di Libertazzi. Gol dopo 9’ con rasoterra preciso all’angolino. Stesso tiro, identico esito al 63’. E sono due. Camillucci si infila da solo e fa 3-1 ma non è finita. C’è tempo per la ciliegina: cavalcata sulla sinistra, parabola telecomandata all’incrocio. Tripletta, Christian esplode con il resto dello stadio. Benvenuto al nuovo numero 10. Nella speranza che a nessuno venga voglia di proporgli un contratto faraonico in extremis.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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