Italia
Cuoiopelli in finale la Coppa Italia diventa un tesoretto
Oggi al “Buozzi” di Firenze la sfida secca col Sangimignano Per i ripescaggi dà molti punti. Bomber Nardi grande assente
SANTA CROCE SULL’ARNO. Matricola in Eccellenza, la Cuoiopelli disputa oggi la finale regionale di Coppa Italia dilettanti. Adamo Puccini, general manager dei biancorossi, non vede l’ora che l’arbitro fischi l’inizio, alle 14.30 allo stadio Bruno Buozzi-Due Strade (quello della Rondinella) per la sfida secca col Sangimignano.
«Una gara difficile – mette le mani avanti – non ci fa paura l’avversario, che peraltro stimiamo e abbiamo visto giocare, ma l’imprevedibilità di una gara senza appello, con eventuali supplementari e rigori. Abbiamo tre assenze pesanti, gli squalificati Battini e Recchi, oltre all’infortunato bomber Nardi che si sta riprendendo ma non è in grado di esserci».
L’allenatore Andrea Cipolli come sta caricando i sostituti? «Siamo una squadra in cui chi va in campo è responsabilizzato. Certo la punta Mariotti è un terminale, gli occorre una spalla. Il portiere Romano, trai pali, è giovane, ma già valido. A centrocampo è tornato Susini. Insomma ce la giocheremo». Mario Brotini, presidente onorario, e Arcangelo Ceglia presidente effettivo che dicono? «Non si sfogano a parlare, incrociano le dita». Anche il direttore sportivo Alessandro Donati prova a immaginare la partitissima. »Il Sangimignano è tosto, ma avranno un’assenza pesante, la forte punta esterna». E continua: «Il titolo toscano di Coppa Italia è importante, non è soltanto accademico. Infatti se si arriva ai playoff, nei prossimi tre anni dà molti punti per il ripescaggio, ed è comunque un tesoretto. Da tenere presente che il titolo l’hanno vinto nelle stagioni scorse il Ponsacco e il Tuttocuoio, dunque è uno sprone per le categorie superiori».
Donati, due anni fa la finale regionale col Peccioli, contro il Quarrata, ma la gara finì male. «Fu una beffa. Al 121’ dunque al primo di recupero, su punizione segnarono gli avversari; quando già ci preparavamo ai calci di rigore». Anche la Cuoiopelli ha perso una finale, ed era la finale nazionale: Montecatini Terme con i romani del Lodigiani, sabato 28 maggio 1983. Allora non esisteva il titolo regionale. Il “misterino” Carlo Paolo Battaglioli, all’epoca allenatore in seconda, ricorda la gara nell’Almanacco Biancorosso, edito per i 60 anni dei conciari: «Allenatore era Danilo Nencetti. A sostegno della Cuoio anche la Fossa dei Lupi. La partita non era bella anche perché l’arbitro Iori di Parma è troppo permissivo sugli interventi maschi e i falli sistematici dei centrocampisti laziali, quindi il gioco viene troppo spezzettato con le difese che prevalgono su gli attacchi. La partita si avvia ai supplementari, quando all’87’ l’arbitro fischia una punizione dubbia contro la difesa toscana - e capitan Massimo Benedetti viene ammonito per proteste – circa 10 metri fuori area. Il pallone, calciato con violenza, sfiora la schiera di Donati, con leggero cambio di traettoria ma purtroppo sufficiente per eludere l’intervento estremo del nostro portiere Rossi».
Luciano Gianfranceschi
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