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La salita di Peccioli da affrontare per ben 12 volte

di Lorenzo Lazzerini
La salita di Peccioli da affrontare per ben 12 volte

Presentata la Coppa Sabatini di ciclismo del 9 ottobre Un’edizione nel segno del ricordo di Alfredo Martini

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PECCIOLI. Una leggera variazione al percorso, ma anche la solita, genuina passione che accompagna ogni appuntamento del mondo del pedale.

Con queste premesse la Coppa Sabatini di ciclismo si avvicina alla 62esima edizione. Il prossimo 9 ottobre ci saranno 12 squadre e circa 110 ciclisti professionisti in gara. Pronti a darsi battaglia sulle strade dell'Alta Valdera per arrivare a braccia alzate nella stessa competizione dove in passato hanno trionfato campioni del calibro di Bugno, Chiappucci, Bettini e Ullrich. Tra i team in gara è confermata la presenza di Lampre Merida, Cannondale, Ag2R La Mondiale, Csf Bardiani, Androni Giocattoli, Neri Sottoli, Colombia, Caja Rural, Roslotto e Csc Polsat.

Ancora nessuna anticipazione sui corridori in gara, ma del resto la scelta spetta alle squadre. Si aspettano comunque nomi al vertice del ciclismo internazionale, che affronteranno un percorso «più spettacolare», come lo definisce il responsabile organizzazione dell'Unione ciclistica pecciolese Marco Buti.

«Quest'anno i ciclisti non affronteranno tutta la salita di Terricciola – dice –. Dopo lo strappo delle scuole di Selvatelle arriveranno in località Casanuova e scenderanno sulla Sarzanese Valdera per poi continuare verso Peccioli, passando da Montelopio e Fabbrica».

Dopo la partenza da piazza del Carmine dovranno ripetere per 6 volte un percorso da 17,3 km e per altri 6 passaggi un giro di 12,2 km.

«Questo vuol dire affrontare 12 volte la salita di Peccioli. Il percorso sembra più leggero, ma in realtà nella parte finale diventa più duro».

La presentazione condotta dal caporedattore di RaiSport Ciclismo Alessandro Fabbretti è anche un occasione per riflettere sul futuro della Coppa Sabatini e tastare il polso al ciclismo di casa nostra. Ma nella cornice del Giardino Venerosi Pesciolini della tenuta di Ghizzano (di nuovo location della presentazione dopo 19 anni) il primo applauso è per l'ex ct della Nazionale di ciclismo Alfredo Martini, scomparso lo scorso 25 agosto.

«Se la Coppa Sabatini è arrivata a questo livello lo dobbiamo anche a lui – ricorda il sindaco Renzo Macelloni –, Alfredo è sempre stato vicino a Peccioli e per noi era un elemento di stimolo. Anche nel suo ricordo dobbiamo fare ogni sforzo affinché questa manifestazione rimanga qua. È una vetrina importantissima per Peccioli e lo staff merita solo applausi per essere riuscito a mantenerla sul territorio dimezzando i costi rispetto alle ultime edizioni».

D'altra parte il ciclismo è diventato appetibile anche nei Paesi emergenti e non è facile lasciarlo sulle nostre strade di fronte alla tentazione di dollari e yuan. «Inoltre dobbiamo fare attenzione alla riforma del ciclismo – avverte il presidente dell'Unione ciclistica pecciolese Luca Di Sandro –. Dobbiamo stare attenti nella programmazione delle gare, fare nuovi progetti e mantenere la nostra data. L'Uci cercherà di qualificare le fasce più alte e noi dovremmo far valere il peso italiano e in particolare della Toscana, un polo attrattivo per i migliori ciclisti del mondo».

Sempre a fianco della Coppa Sabatini c'è il top sponsor Belvedere Spa guidata da Silvano Crecchi, che assicura il sostegno alla manifestazione. «Per me il ciclismo è una metafora della vita. Richiede impegno e sacrificio e nonostante la tecnologia resta uno degli sport più seguiti. Ricordo che Alfredo Martini veniva volentieri a Peccioli e diceva sempre che qui “Si fanno le cose seriamente”. Vogliamo confermarlo anche per la 62esima edizione, sempre in memoria dell'indimenticato Giuseppe Sabatini. D'altronde la Belvedere nasce in un progetto politico-amministrativo per lo sviluppo del territorio e il ciclismo fa parte della nostra identità e della nostra storia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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