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Samir Lacheheb ricomincia ma non chiamatelo goleador

Samir Lacheheb ricomincia ma non chiamatelo goleador

Dal 2008 nella Primavera dell’Inter, gli salta il crociato e inizia l’incubo Ora nel Ponsacco riparte con tanta grinta e voglia di risalire con la squadra

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PONSACCO. «Ponsacco è la mia occasione di riscatto. Il periodo buio deve finire con questa maglia. Voglio tornare protagonista». Samir Lacheheb, 26 anni, di passaporto francese ma con origini algerine, di mestiere calciatore. Negli ultimi 25 metri di campo riesce a essere letale per la difesa avversaria con i suoi dribbling e uno scatto da centometrista. Nel 2008 l’Inter lo volle nella Primavera per prepararlo al grande salto in serie A. Ma il crociato del ginocchio si rompe, Samir s’allontana dal rettangolo verde e inizia la discesa. Colligiana in Seconda Divisione, quindi tre stagioni in Prima Divisione con Ternana, Aprilia, Campobasso, Noto e Turris 1944.

Non chiamatelo goleador. Lacheheb ama allungarsi sulla fascia, aggirare l’avversario sulla linea di fondo e servire il compagno per abbracciarlo poco dopo col pallone in rete. L’ultimo acquisto del Ponsacco ha già fatto innamorare i tifosi con numeri d’alta scuola. Suo, tra l’altro, il gol vittoria che 6 giorni fa ha condannato il Tuttocuoio alla sconfitta in amichevole. Se il buongiorno si vede dal mattino, Lacheheb rischia di essere ricordato a lungo dai supporter rossoblù. Lui nel frattempo si gode il brillante inizio di avventura con i mobilieri e mantiene i piedi per terra. «Sono stato costretto a ripartire da zero dopo l’infortunio al ginocchio. Le stagioni in serie D con Noto e Turris 1944 hanno rappresentato la mia ripartenza professionale nonostante siano state due offerte praticamente irrinunciabili». Dal meridione Samir si è portato anche l’accento, che mischiato alla cadenza magrebina crea un dialetto estremamente originale. Lo stesso con cui si è presentato al presidente Massimo Donati prima della firma sul contratto. «Il presidente è una persona seria. Di uomini come lui nel calcio ne sono rimasti pochi».

«Tutto lo staff tecnico è formato da veri professionisti – dice ancora Lacheheb – a cominciare dal mister. Mi ha voluto fortemente e le sue attenzioni mi hanno fatto piacere. Sono felice di aver scelto questa piazza». Chissà se a Samir hanno spiegato che da qualche anno il Ponsacco è abituato esclusivamente a vincere. Sarà difficile primeggiare anche in serie D. Soprattutto al cospetto di compagini come Arezzo, Poggibonsi, Massese, Gavorrano e Sangiovannese. «Credo che siamo un grande gruppo e un’ottima squadra. I ragazzi mi hanno fatto sentire uno di loro da subito. In campo andiamo 11 contro 11. È l’atteggiamento mentale che fa la differenza». Insieme al sostegno degli ultras. Samir Lacheheb, infatti, ha parole anche per loro: «Sono calorosi e trasmettono entusiasmo. Anche loro, come la squadra possono migliorare. Lo faremo di pari passo. Perché ci troviamo tutti sulla stessa barca».

Tommaso Silvi

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