Meteo
Il premio che unisce i giovani rampanti e le vecchie glorie
Direttori sportivi, presidenti, allenatori, calciatori e addetti delle squadre della zona protagonisti al centro Bellaria
PONTEDERA. Direttori sportivi, allenatori e calciatori. E centro sportivo della Bellaria Cappuccini diventa punto di riferimento per le personalità calcistiche più importanti della zona. Chissà che tra una premiazione e l’altra ai piedi del palco non sia nata una trattativa. Gli ingredienti non mancherebbero: ci sono addetti ai lavori dalla Terza categoria fino alla Prima divisione Lega Pro. Movimenti di mercato a parte, quello che accomuna i presenti sono i successi conseguiti nel corso della stagione sportiva appena terminata. È quello il vero motivo per cui verranno chiamati sul palco a ritirare il trofeo Goleador.
Ai microfoni dei conduttori Maurizio Bolognesi e Marco Nardi, entrambi di Radio Bruno, si alternano figure del presente e del passato. Ne viene fuori un mix di vecchie glorie e giovani intraprendenti, ognuno con i suoi desideri e le sue ambizioni. C’è chi spera di tornare presto nel campionato di Eccellenza, chi sarebbe già soddisfatto della salvezza in Promozione e chi, addirittura, è pronto a chiudere un contratto con una società di serie B.
Alla Bellaria il mondo del calcio si riscopre più che mai piccolo e unito. Al di là delle categorie. Il primo intervento della serata è quello dell’ideatore del trofeo Goleador, Luca Trevisan. «Questa festa nacque 30 anni fa con lo scopo di stare insieme e parlare di calcio. Di tempo ne è passato parecchio dalla prima edizione, ma i valori sono rimasti gli stessi. Momenti come questo fanno bene allo sport e al calcio». Subito dopo c’è il saluto del sindaco di Pontedera Simone Millozzi: «I miei ringraziamenti vanno a tutte quelle persone che in maniera volontaria danno una mano nell’organizzazione dell’evento. Il loro aiuto è fondamentale. Il “Goleador” rappresenta una tradizione cittadina da salvaguardare e tramandare di generazione in generazione».
Concluse le cerimonie di apertura la festa entra nel vivo. Il pubblico applaude premio dopo premio i tanti bomber sotto i riflettori. Nardi e Bolognesi coinvolgono gli ospiti con domande incalzanti sul futuro, alla ricerca dell’esclusiva. Il periodo però è quello sbagliato: se fai il calciatore di questi tempi non puoi permetterti di sbilanciarti pubblicamente. I giochi sono ancora apertissimi e una dichiarazione sbagliata potrebbe compromettere il futuro. Meglio sorridere e rifugiarsi dietro il classico «Ancora non so niente. Vedremo nei prossimi giorni cosa deciderà la società».
Giugno non ha ancora compiuto il giro di boa ma il calciomercato è già nel vivo.
Tommaso Silvi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
