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È il nostro Pirlo: anche per come tira le punizioni
A L’Aquila Caponi apre le marcature su calcio piazzato È il galà dei pontederesi: il secondo gol è firmato da Regoli
PONTEDERA. In ogni partita ci ha provato almeno una volta. E stavolta ha trovato la mattonella giusta per infilare la sua punizione sotto l’incrocio. Su Il Tirreno di martedì scorso paragonavamo Andrea Caponi ad Andrea Pirlo per la posizione che ricopre in campo. Da oggi dovremmo farlo anche per l’esecuzione dei calci piazzati. E i gol del capitano granata diventano decisivi. Proprio come quelli del numero 21 bianconero. Anche se in palio non c’è uno scudetto o un’Europa League, ma un posto nei playoff. La sua prima rete in campionato ha aperto la strada a una vittoria in trasferta che al Pontedera mancava dal 6 ottobre scorso, nel derby con il Pisa. Anche in quel caso fu una punizione a decidere, ma di Paolo Bartolomei.
Dopo quasi 6 mesi i granata tornano a fare i corsari e infrangono due tabù in un colpo solo: ritrovano il successo esterno e segnano a L’Aquila, che non subiva gol da 433’. I 3 punti arrivano dai piedi del capitano, che magari non segnerà spesso, ma è capace di segnare reti pesantissime. Lo aveva già fatto il 6 marzo 2012, in un Pontedera-Orvietana che dette la spinta decisiva ai granata per il ritorno nei professionisti. Si è ripetuto il 25 aprile dello stesso anno, nella trasferta di Viterbo che valse la vecchia C2. Dopo due anni mette la firma su un traguardo che potrebbe essere altrettanto unico in 102 anni di storia. Il gol che potrebbe valere i playoff. Se il raddoppio poi lo sigla un altro pontederese doc come Paolo Regoli, allora significa che forse in questa stagione qualcosa di magico c’è davvero.
«È la prima volta che succede – dice Caponi –, non abbiamo mai segnato nella stessa partita ed è una bellissima soddisfazione per noi e per tutta la città». Anche se la gioia più grande stavolta è tutta per se stesso. «Ci voleva proprio questo gol, lo cercavo da tanto. Provo sempre a calciare su punizione e stavolta è capitato dalla posizione che provo sempre venerdì in allenamento. Per una volta lo dedico a me stesso, perché non capita tutti i giorni di segnare così, ma vittorie come questa sono merito di tutta la squadra». Una squadra che torna a fare paura a tutte le concorrenti per i playoff. Con il blitz abruzzese il Pontedera balza al settimo posto insieme al Benevento, scavalcando la Salernitana e soprattutto tenendo a -3 il Grosseto. «Abbiamo dato un bel segnale a tutti – continua il capitano – soprattutto perché nessuno si aspettava che andassimo a vincere a L’Aquila. È stata una vittoria decisiva, ora dobbiamo andare avanti così per il rush finale, senza sentirci appagati». Anche perché domenica prossima il Grosseto ospita il Lecce, mentre il Pontedera in casa col Barletta ha un’altra bella occasione per fare tre punti. «I risultati di oggi ci hanno dato una mano e da ora dovremo sempre guardare anche cosa fanno gli altri. Ma soprattutto pensiamo a noi stessi e continuiamo a vincere». La trasferta de L’Aquila è stata anche una bella occasione per celebrare i 20 anni di gemellaggio tra gli ultras granata e i Red blue eagles abruzzesi e per ricordare il terremoto che ha colpito la città nel 2009. Dopo aver pranzato insieme ai tifosi aquilani gli Ugp hanno esposto sugli spalti dello stadio Fattori lo striscione “6-4-2009, quinto anniversario insieme al popolo aquilano”. «È bello vedere i pontederesi in trasferta – dice Caponi – con qualche tifoso arrivato il sabato ci siamo anche incontrati in centro a L’Aquila e ci danno sempre una grande carica. Speriamo di continuare a dargli soddisfazioni come questa».
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