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Con Ali torna la grande boxe in città il 22 si combatte per il titolo europeo
Dopo 45 anni la città di Pontedera torna a ospitare l’élite del pugilato. Succederà sabato 22, quando a salire sul ring per il titolo di campione europeo dei super medi sarà il pontederese d'adozione Mouhamed Ali Ndiaye
PONTEDERA. Dopo 45 anni la città di Pontedera torna a ospitare l’élite del pugilato. Succederà sabato 22, quando a salire sul ring per il titolo di campione europeo dei super medi sarà il pontederese d’adozione Mouhamed Ali Ndiaye. Di fronte a lui il francese Cristopher Rebrasse, già affrontato il 30 novembre scorso a Brindisi nel match che finì in parità dopo 12 riprese.
A distanza di quattro mesi i due torneranno a darsi battaglia, ma stavolta lo faranno nel palazzetto dello sport della città della Vespa.
Nella conferenza stampa di presentazione dell’evento,nella consiliare di Palazzo Stefanelli, ha parlato anche l’assessore allo Sport Matteo Franconi. «Siamo contenti di annunciare che a Pontedera si svolgerà un avvenimento così importante. La tradizione pugilistica della città è nota a tutti, e questo incontro la rafforza ulteriormente».
A filmare lo spettacolo pontederese ci saranno un gran numero di emittenti tv: «Arriveranno da tutto il mondo –prosegue Cherchi – . Ci saranno tv francesi, canadesi, polacche e africane, oltre a Raisport che trasmetterà in diretta. Basta questo a far capire l’importanza del titolo in palio».
Successivamente arrivano anche le parole di Renzo Ciangherotti, rappresentante del comitato “Con Alì verso il mondiale”: «Devo ringraziare di cuore tutte le persone che in questi anni si sono messe a completa disposizione di Alì senza chiedere nulla in cambio. Parlo del fisioterapista Renato Marconcini, il preparatore atletico Alessandro Filippi e altri specialisti. Il loro contributo è stato fondamentale, e speriamo di ripagarli con una vittoria del nostro pugile».
Infine, un appello ai cittadini da parte dal presidente della pugilistica Mazzinghi Pontedera, Fabiano Angiolini: «L’importanza del match è assoluta. Tutti devono sentirsi chiamati in causa. Il calore del pubblico in questi casi può essere determinante». (t.s.)
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