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Oronzo Canà passa dal “Mannucci”: il sale porta bene
Massaggiatore e medico sociale lo hanno sparso dietro le porte. «Dopo la sonora batosta di Prato...»
PONTEDERA. Quando al 95’, nell’ultima azione del match, la “manona” di Ricci ha evitato il pareggio al Frosinone si saranno sicuramente guardati in panchina, lasciandosi scappare un sorriso per quello che avevano fatto qualche ora prima. Nella domenica in cui il Pontedera batte in rimonta la capolista Frosinone con una prova tutta cuore e gambe, un ruolo da protagonisti se lo sono ritagliato anche Ivano Andreucci ed Ezio Giunti. Il primo è il massaggiatore dei granata, mentre l’altro ricopre il ruolo di medico sociale. Ma quello che li unisce è sicuramente il loro rapporto con la scaramanzia. «Prima della partita, parlando tra di noi, abbiamo avuto l’idea di mettere del sale grosso dietro le porte. Un gesto che non avevamo mai fatto prima». E così Andreucci esce dallo stadio e si dirige verso la sua abitazione, lontana poche centinaia di metri, raccogliendo in un sacchetto di plastica una manciata di sale. Sul sintetico del Mannucci, intanto, Ezio Giunti lo aspetta per compiere il “rito”. «Ho portato il sale e l’ho dato al dottore –prosegue Andreucci – che ha provveduto a spargerlo dietro le porte. Non speravamo più di tanto in effetti miracolosi, ma alla luce della sonora sconfitta contro il Prato abbiamo voluto prendere anche questa “precauzione”». Passano i minuti e i giocatori, ignari di quanto compiuto dai due, entrano sul terreno di gioco per dare il via alla partita. L’espulsione di Di Noia dopo 10’ fa pensare al peggio, ma lo 0-0 resiste fino all’intervallo. Il vantaggio del Frosinone dopo 11’ della ripresa su un rigore apparso quantomeno generoso manda su tutte le furie i tifosi granata, che però ancora non sanno dell’amuleto speciale dietro la porta. Per assistere agli effetti del gesto che rese celebre Lino Banfi nel ruolo dell’allenatore”Oronzo Canà” basta aspettare qualche decina di minuti. Quelli che servono ad Andrea Arrighini per guadagnarsi il rigore e metterlo in rete al secondo tentativo (il primo era finito tra le braccia del portiere, ma l’arbitro ha fatto ribattere), e successivamente per superare il numero uno ospite con un rasoterra. Ma non finisce qui, dato che la prodezza di Ricci a tempo scaduto fa pensare veramente a qualcosa di magico che aleggia sullo stadio. Ed è proprio l’estremo difensore del Pontedera l’unico che si era accorto di una strana “presenza” in sala massaggi prima del fischio d’inizio: «Sono entrato ed ho notato vicino al lettino un sacchetto con del sale grosso all’interno. Non immaginavo a cosa potesse servire, ma mai avrei pensato ad un rito scaramantico». Se la ride Ricci, contento dei tre punti ottenuti e della sua grande prestazione, anche se non dimentica l’atteggiamento provocatorio dei laziali nel match di andata: « È stata una bella rivincita. A Frosinone ci insultarono in campo, e sul 5-0 non avevano nessuna intenzione di fermarsi. Oggi abbiamo giocato con una grinta eccezionale, che in alcuni momenti ha fatto passare in secondo piano la nostra inferiorità numerica».
Nel prossimo turno il Pontedera incasserà i tre punti a tavolino contro la Nocerina, rientrando in piena corsa per i playoff: «Il successo di oggi e la vittoria contro la Nocerina ci danno una bella spinta in classifica. Noi comunque non abbiamo mai smesso di crederci, anche dopo la caduta di Prato. Vogliamo gli spareggi per la serie B e se giochiamo così possiamo farcela». Infine, il numero uno del Pontedera ha un avvertimento da fare ai suoi massaggiatori: «D’ora in avanti li obbligherò a mettere il sale dietro le porte tutte le partite. Ha già portato bene una volta, devono continuare».
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