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«Ora tifo per i nerazzurri ma a Pontedera feci bene»

«Ora tifo per i nerazzurri ma a Pontedera feci bene»

Umberto Aringhieri ricorda il gruppo di giocatori che portò alla corte di Masi e con cui iniziò la scalata verso i Prof. «Il derby è sempre una cosa particolare»

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PONTEDERA. A distanza di 12 anni riuscì a riportare il Pontedera nel calcio professionistico. Ora è il direttore sportivo del settore giovanile del Pisa, ma Umberto Aringhieri ricorda con piacere la sua avventura in riva all’Era.

«Tutto ebbe inizio nell’estate 2010, quando dopo il fallimento riuscimmo a mantenere la serie D. In rosa non c’era nemmeno un giocatore, ma nonostante tutto al termine del campionato arrivammo secondi. L’anno dopo la promozione in Seconda Divisione, sicuramente uno dei successi più belli della mia carriera».

In panchina sedeva Marco Masi, allontanato insieme ad Aringhieri proprio in quell’estate in cui il Pontedera si preparava a tornare tra i prof. Un addio mai compreso dai tifosi, che portò in granata la coppia Indiani-Giovannini. «La società scelse di cambiare, e a distanza di due anni i risultati le stanno dando ragione. Con Indiani e Giovannini è arrivata la promozione in Prima divisione e tanti successi importanti, questo vuol dire che hanno fatto un gran lavoro».

Sceglie il profilo basso l’ex diesse granata, ma quando gli viene chiesto per chi farà il tifo nel derby di domenica non ha dubbi: «Sicuramente per il Pisa. Ora lavoro qui e faccio il tifo per questa società, anche se temo il Pontedera. Il derby è sempre una gara delicata, e in questo caso sarà molto importante anche per la classifica».

Tra i tanti giocatori che Aringhieri ha portato in maglia granata, 4 sono diventati veri pilastri nell’undici di partenza. «È una bella soddisfazione per me vedere Vettori, Regoli, Arrighini e Caponi tra i titolari. Sono tutti elementi su cui decisi di investire ai tempi della serie D, e ora stanno dimostrando di poter giocare con regolarità anche in Prima divisione. Insieme a loro c’era anche Davide Carfora, assoluto protagonista della stagiona scorsa del Pontedera. Di lui ho un ricordo particolare, perché lo acquistai dall’Eccellenza convinto che nonostante l’età potesse ancora fare la differenza in categorie superiori. Le sue giocate hanno ripagato in pieno la mia scommessa».

Al termine della stagione mancano 10 partite, e sia i granata che i nerazzurri puntano a un posto nei playoff. «Credo che entrambe possono arrivare nelle prime 8 posizioni. Sono due gruppi solidi e ricchi di giocatori di valore. Sarebbe bello vedere un Pontedera-Pisa anche ai play off».

In testa alla classifica Frosinone e Perugia stanno facendo le prove generali per la fuga, anche se Aringhieri non esclude sorprese: «Di questo campionato mi ha sorpreso l’equilibrio che regna tra tutte le squadre. Perugia e Frosinone hanno iniziato a macinare successi negli ultimi tempi, ma non devono sentirsi al sicuro. Ci sono molti campi difficili, dove è facile perdere punti importanti».

Domenica quindi le tribune del Mannucci avranno uno spettatore in più, che professionalmente veste nerazzurro, ma nel cuore ha sempre un po’ di granata. «Sono felice di tornare a Pontedera, in uno stadio che mi ha regalato tante gioie. Guarderò la partita sperando che vinca il Pisa, ma sarà bello riabbracciare qualche vecchio amico conosciuto nella mia avventura pontederese».

Tommaso Silvi

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