Il Tirreno

Pontedera

La doppia faccia granata tra la difesa e l’attacco

La doppia faccia granata tra la difesa e l’attacco

La macchina da gol dell’accoppiata Grassi-Arrighini è la migliore della Lega Pro ma il reparto arretrato incassa troppo. Verruschi: «Dobbiamo lavorare ancora»

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. A meno che in panchina non ci sia il boemo in persona, a nessuna squadra piace essere definita “zemaniana”. Perché di solito i gol fatti sono direttamente proporzionali a quelli subiti. Ed è il caso del Pontedera, che si ritrova col migliore attacco di tutta la Lega Pro, ma anche con una delle difese più bucate. Il primo posto in classifica è assicurato dalla macchina da gol Grassi-Arrighini (8 reti l’uno, 6 l’altro). Mentre i gol subiti sono 16. Peggio ha fatto solo la Nocerina ( 23). Una media “drogata” dalla cinquina di Frosinone. Anche se le costanti delle prime 9 giornate di campionato sono evidenti.

Il Pontedera ha sempre segnato (esclusa la trasferta ciociara), ma dall’altra parte ha sempre incassato almeno un gol. «E questo non ci fa piacere – dice il difensore Dani Verruschi – dobbiamo lavorare ancora per correggere i nostri difetti». E il giocatore di proprietà della Reggina li conosce bene. «Sono solo problemi di concentrazione. Durante la settimana lavoriamo molto su tutte le situazioni e anche in partita giochiamo sempre bene, ma poi commettiamo sempre qualche disattenzione».

La medicina in questi casi è una sola. «Imparare dagli errori e seguire con attenzione tutte le indicazioni del mister in allenamento. Se le metteremo in pratica in partita e rimaniamo concentrati sono sicuro che riusciremo a migliorarci e alla fine saremo perfetti anche dietro. Siamo contentissimi per i nostri risultati, anche se ci scoccia subire sempre gol».

L’assenza di Vettori ha privato mister Indiani dell’uomo più esperto nel reparto. Ma Verruschi non è di primo pelo. Ha esordito in C1 nel 2011 al Pavia, dove raggiunse la salvezza. Poi il dg Giovannini l’ha portato al Pontedera, dove ha fatto i conti soprattutto con la sfortuna. Un serio infortunio al ginocchio lo tenne fermo per 3 mesi, poi il prestito al Foligno a gennaio e il ritorno in granata a giugno. Nella difesa a 3 è partito titolare insieme a Pezzi e Gonnelli, ma contro il Prato e lunedì con la Nocerina non ce l’ha fatta a scendere in campo.

«Prima sono stato fermo per una contrattura all’adduttore, poi a Frosinone ho preso una botta nel solito punto e sono rimasto a riposo. Ma per Catanzaro sono pronto». Una bella partita, per cercare di tornare a far punti in trasferta. «Sarà difficile, come tutte, ma daremo il massimo».

Lorenzo Lazzerini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli