Il Tirreno

Pontedera

La concentrazione tende a calare

PONTEDERA. E ci sono alcune cose da definire meglio dopo il pari interno. Difesa da rivedere. Due disattenzioni pagate a carissimo prezzo. Una in combinazione tra Gonnelli e Ricci, che ha permesso al...

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PONTEDERA. E ci sono alcune cose da definire meglio dopo il pari interno.

Difesa da rivedere. Due disattenzioni pagate a carissimo prezzo. Una in combinazione tra Gonnelli e Ricci, che ha permesso al Prato di riportarsi in partita. L’altra a opera del difensore granata, che si è fatto scappare Lanini sul secondo gol avversario. Due episodi a conferma di un ruolino non esaltante (10 gol presi in 7 partite) che non possono far dormire sonni tranquilli a Indiani, anche per le assenze. Cianci e Gasbarro dovrebbero rientrare nei prossimi giorni, Vettori si opera stamattina al legamento crociato del ginocchio destro.

Gestione della partita. Dopo il primo gol di Lanini, ma più in generale nel corso della ripresa, qualcosa si è inceppato nella macchina granata. Il centrocampo si è abbassato eccessivamente, favorendo il pressing del Prato, che invece ha corso fino al 90’ annullando il gap dell’uomo in meno. Ma anche la manovra è apparsa meno lucida e ragionata del solito, col solo Caponi a dare ordine in campo e la coppia Grassi-Arrighini a tenere in apprensione gli avversari.

Poca maturità. L’analisi del direttore generale Paolo Giovannini parte dall’età dei suoi ragazzi. «Siamo una squadra giovane e ci possono stare degli incidenti di percorso. Per molti che si misurano per la prima volta in Prima divisione non è facile mantenere sempre l’attenzione e la concentrazione ai massimi livelli. Questo è un campionato difficile, non c’è un attimo di sosta, e non si può pretendere che i ragazzi siano sempre al 100%. Abbiamo visto che non appena caliamo gli avversari ci sono subito addosso».

Calo fisico o tenuta psicologica? Sia a Pisa che contro il Prato la squadra ha rallentato il ritmo nel secondo tempo, a fronte di una prima frazione veloce e brillante. Ma il dg esclude che si tratti di un calo fisico nella ripresa. «Direi piuttosto che il problema è stato mentale, abbiamo cercato di rallentare il gioco finendo col farci schiacciare nella nostra metà campo. Ma quando non si hanno giocatori esperti in grado di gestire la gara è normale fare fatica in questo tipo di lavoro».

Lorenzo Lazzerini

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