Tuttocuoio, presi troppi gol E Falivena non sa spiegarlo
Il difensore osserva però che soltanto uno su otto è arrivato su azione Domenica a Lamezia con la leader: «Sarà dura anche per il campo “caldo”»
PONTE A EGOLA. 4 pareggi per il Tuttocuoio in 5 partite, 7 gol fatti e soprattutto 8 subiti. Partiamo da questo dato per analizzare il comportamento della difesa neroverde con uno dei pilastri della scorsa stagione: Roberto Falivena classe '86 alla terzo campionato in neroverde dopo aver militato in Pontedera, Carrarese, Castelnuovo e Vibonese. Domenica contro il Foggia protagonista dell'episodio che ha originato il rigore.
«Ero davanti a Cavallaro, e in pratica io non mi sono mosso; secondo me lui ha cercato il contatto. Dalle immagine tv si nota come io abbia toccato anche il pallone: il rigore non c'era, l'arbitro si è fatto ingannare dalla velocità dell'azione».
La statistica alla voce gol subiti è impietosa; 8 reti in 5 partite.
«Onestamente è difficile trovare una spiegazione; visto che solo uno di questi è arrivato su azione e tutti gli altri su palle inattive: la cosa ci fa molto arrabbiare perché lavoriamo bene ma veniamo puniti sempre. Dobbiamo essere più attenti anche in queste situazioni».
Che differenza hai notato rispetto alla serie D? E alla Seconda Divisione che hai fatto anni fa?
«Rispetto alla serie D la differenza è notevole: ci sono attaccanti più furbi e di maggior qualità, di conseguenza la concentrazione deve essere costante. Rispetto al passato, il girone nostro vede grandi squadre, con giocatori importanti. Basti dire che il Foggia domenica si permetteva di tenere uno come Zizzari in panchina. Questa categoria l'anno prossimo non ci sarà, e le squadre fanno di tutto per accedere alla serie C unica acquisendo elementi di qualità. Noi ci contrapponiamo con la nostra organizzazione, abbiamo un allenatore preparato e faremo di tutto per mantenere il professionismo. Abbiamo fatto tanto per arrivarci e sarebbe un peccato. Certo sarà difficile ma come abbiamo dimostrato non molliamo di un centimetro».
Domenica trasferta in casa della capolista? «Sarà dura sia per il valore dell'avversario certificato dai risultati che a livello ambientale. Io conosco quel campo avendo giocato nella Vibonese, impianto piccolo con spettatori a ridosso del terreno di gioco. In settimana li studieremo per adottare le contromisure. Non vedo l'ora di arrivare a domenica per misurarmi con loro e vedere di che pasta sono fatti. Dico ai miei compagni di isolarsi dall'ambiente che troveremo e pensare solo a giocare la partita».
Stefano Scarpetti
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