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Età media. La prospettiva sempre più concreta dell’introduzione della regola sull’età media in Lega Pro ha scatenato la protesta dei giocatori e dell’Associazione Italiana Calciatori. Proprio il...
Età media. La prospettiva sempre più concreta dell’introduzione della regola sull’età media in Lega Pro ha scatenato la protesta dei giocatori e dell’Associazione Italiana Calciatori. Proprio il presidente Aic Damiano Tommasi nei giorni scorsi è uscito allo scoperto con un’intervista alla Gazzetta dello Sport minacciando lo sciopero. «Se la riforma sull’età media verrà ratificata i campionati di Prima e Seconda divisione non partiranno» ha dichiarato.
Dal vecchio al nuovo. La nuova norma sostituirebbe il sistema di contributi riservato alle società che schierano i giovani. L’anno scorso si premiava l’utilizzo degli under, attraverso un sistema che calcolava il corrispettivo in base all’età di ogni giocatore utilizzato (in una fascia dal 1991 al 1994), e bisognava schierare dall’inizio almeno tre nati dal 1992 in poi.
Con la nuova regola invece i contributi derivanti dal fondo della legge Melandri verrebbero distribuiti tenendo conto della media complessiva delle età degli 11 giocatori che scendono in campo, più i subentrati (ma non vale per gli ultimi 30’ di partita). Per la Prima divisione si parla di un media di 25 anni per accedere ai contributi.
Poca meritocrazia. È l’argomento principale della protesta dell’Assocalciatori: «Deve giocare chi è più bravo, non chi è più giovane – spiega Tommasi – chi è nel nostro ambiente sa che se un giovane è bravo gioca senza bisogno di imposizioni o incentivi. Spesso un giocatore raggiunge la maturità calcistica proprio intorno ai 27-28 anni, con l’aiuto dei compagni di squadra che hanno più esperienza». Il rischio, per i giocatori dai 26 anni in su, è quello di ritrovarsi bollati come “vecchi”, cioè inutili ai fini dei contributi, nonostante la carta d’identità dica il contrario. In tanti saranno costretti a smettere o a trovarsi una squadra nei dilettanti. Incostituzionalità. La norma potrebbe essere giudicata addirittura incostituzionale, perché violerebbe il diritto dei lavoratori: una folta fascia di giocatori dai 27 ai 35 anni, rischia di ritrovarsi senza contratto tra i professionisti.
La prossima tappa. La decisione definitiva sull’introduzione dell’età media dovrebbe arrivare giovedì 29 nell’assemblea del consiglio di Lega che si riunirà nella sede di Firenze.
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