Il presidio
Dodici ori al mondiale per la Italy Dance Village
Marco Luschi e Federica Biolcati Rinaldi, punte di diamante della squadra hanno portato a casa anche tre medaglie d’argento e quattro di bronzo
PONTEDERA. Da veri professionisti quali sono, Marco e Federica hanno mantenuto la promessa. Qualche settimana fa, di ritorno dai campionati italiani di Rimini, dove i risultati erano stati solo buoni e non esaltanti, Marco Luschi e Federica Biolcati Rinaldi, punte di diamante dell'Italy Dance Village di Pontedera e della pluridecorata compagnia di ballo “Fireworks”, avevano detto: «Il fatto di non aver raggiunto il primo posto nelle formazioni disco dance e hip hop ci dà la spinta, la carica e la concentrazione giuste per lavorare sodo e impegnarci ancora più a fondo nella preparazione del campionato mondiale, dal 22 al 27 maggio in Ungheria». Detto e fatto. Ragazzi tosti, gli atleti dell'Idv. Hanno lavorato sodo, si sono impegnati ancora più a fondo, sono partiti per questa cittadina dal nome difficilissimo, Nagykanizsa, che dal 22 al 26 maggio è stato teatro dell'unidicesimo campionato mondiale di danza sportiva moderna, hanno ballato “come un solo corpo” (la definizione è di Paola Tosi, docente e organizzatrice e anima della scuola, nonché mamma di Federica e mamma adottiva di tutti i “Fireworks”) e, alla fine dei giochi, le medaglie “pesanti” che hanno portato a casa sono state 19: 12 ori, 3 argenti, 4 bronzi. Nei balli in formazione, bissati i primi posti (tre in tutto) del mondiale 2012, con in più un importante secondo posto nella formazione “Disco” (l'anno scorso, in questa specialità, i “Fireworks” arrivarono terzi). «Come sempre è stata dura», dice Federica, «oltre alla fatica c'è da mettere in conto l'emozione, lo stress emotivo, la paura di non centrare l'obiettivo, magari per un soffio, vanificando tante ore di impegno, di sacrificio. In più, i concorrenti erano tantissimi. C'erano nazioni che partecipavano per la prima volta. E poi le squadre dell'Est nella disco sono fortissime. I governi stanziano contributi importanti in base ai risultati dei ragazzi... Tutto ha funzionato come doveva, siamo stati uniti, concentrati, determinati. Sentire che il gruppo è compatto: la gioia più grande è sempre questa. Condividere tutto, paura e adrenalina, brividi e lacrime di gioia. Che puntualmente arrivano, quando ti accorgi di aver fatto bene. Perché ricevere una medaglia all'estero, salire su un podio rappresentando i colori della tua nazione, è un brivido stupendo. Io e Marco l'abbiamo dedicato ai nostri ragazzi, che settimana dopo settimana ci aiutano a portare avanti questo sogno».
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