Il presidio
Oggi il Forcoli sceglie il sostituto di Brondi
FORCOLI. «Non sono più in grado di accendere la scintilla nei giocatori e preferisco lasciare con l’obiettivo che questa mia decisione serva alla squadra per ottenere la salvezza». È categorico...
FORCOLI. «Non sono più in grado di accendere la scintilla nei giocatori e preferisco lasciare con l’obiettivo che questa mia decisione serva alla squadra per ottenere la salvezza». È categorico Stefano Brondi, in perfetta linea con il suo carattere schietto e deciso.
Ha detto basta dopo averci pensato a lungo e prima del doppio appuntamento per i playout contro il Castenaso (la prima in trasferta fra 10 giorni), in modo che il Forcoli possa organizzarsi al meglio per la preparazione della squadra e restare in serie D. La società sta meditando sul da farsi e sceglierà oggi il suo sostituto, dopo un confronto fra dirigenti avvenuto ieri sera. Ma la scelta di Brondi non arriva come un fulmine a ciel sereno.
Dopo la sconfitta con il Mezzolara in casa, due domeniche fa, aveva detto di voler lasciare la panchina. Poi aveva fatto rientrare l’allarme, ma soltanto perché Marcello Puccini, uno dei dirigenti amaranto al quale il tecnico è più legato, si trovava all’estero. Poi è arrivata la sonora sconfitta di Camaiore che ha condannato ai playout il Forcoli e dopo qualche ora di meditazione, fra cui un confronto negli spogliatoi con la squadra è arrivata la decisione di rassegnare le dimissioni.
«È la seconda volta che prendo questa strada – racconta – la prima fu a Grosseto, quando eravamo terzi in classifica, ma avevo problemi con il presidente. La seconda qui a Forcoli, ma spero proprio sia un gesto che serva a scuotere l’ambiente. E quando dico così mi riferisco non soltanto alla squadra, ma anche al pubblico. Con il Mezzolara ho visto un Brunner desolante, con poca gente e scarsa passione. Questo campo è sempre stato un fortino per il Forcoli, ma è cambiato molto negli anni. Spero che i tifosi tornino a voler bene a questa squadra così come io, i miei collaboratori e i giocatori gliene abbiamo voluto in questi ultimi mesi».
Brondi lascia con 24 punti in 21 partite. Un bottino da medio-alta classifica che ha permesso alla squadra di togliersi dalle secche della retrocessione diretta. «Il problema è che tutti questi punti li abbiamo fatti fino a cinque partite fa – riprende l’allenatore – perché nelle ultime settimane siamo andati davvero male. Io non sono abituato a ignorare i problemi. Li prendo di petto con l’obiettivo di risolverli. Il problema percepisco che in questo caso sono io e tolgo il disturbo. La rincorsa ci ha spompati mentalmente e adesso serve una svolta decisa per ottenere quei due pareggi che basterebbero per conquistare la salvezza».
Andreas Quirici
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