Secondo miglior attacco del gruppo
Una bella rimonta su Real Arenzano e Alessandria nel corso del girone di ritorno
LA SCALA. Si dice che le vittorie sofferte siano quelle che portano le maggiori soddisfazioni. Alla Scala però devono aver preso la cosa un po' troppo alla lettera, dato che il trionfo nel campionato di A2 che ha portato le Cignale nell'olimpo del calcio femminile italiano è arrivato proprio nella maniera più tormentata: al termine del girone d'andata le biancazzurre occupavano la terza posizione, a un punto delle corazzate Real Arenzano e Alessandria; a quattro turni dalla conclusione, il gradino del podio era lo stesso, ma la distanza dalla vetta era arrivata a quattro lunghezze.
Proprio in quel periodo, all'inizio del mese scorso, profetiche furono le parole dell'allenatore Nico Mattioli: «Ci crediamo eccome, il nostro obiettivo è fare quattro vittorie su quattro. La speranza, poi, è che la capolista faccia due vittorie e due pareggi, così potremo giocarci tutto nello spareggio».
Evidentemente gli scongiuri in terra ligure e piemontese non sono bastati, dato che le previsioni del tecnico scalese alla fine sono risultate anche pessimistiche: le sue ragazze hanno ottenuto davvero 12 punti, mentre il Real Arenzano e l'Alessandria si sono fermate a 7. Niente spareggio, e porte della serie A spalancate per una società che fino a sette anni fa neanche esisteva.
Guardando i numeri, però, il primo posto in questo campionato è senz'altro meritato: secondo miglior attacco, seconda miglior difesa, seconda miglior differenza reti, unica formazione ad aver raggiunto quota 16 successi in 22 partite. E anche negli scontri diretti il cambio di marcia tra prima e seconda parte della stagione si è visto, dato che all'andata sono arrivate solo un pareggio e una sconfitta, mentre al ritorno due vittorie hanno sancito sul campo la superiorità delle ragazze capitanate da Chiara Cacciatori.
Ora bisognerà prepararsi per la stagione più impegnativa della storia della storia di questa piccola società, ma la prospettiva di giocare a Sassari, Tavagnacco, Brescia e Verona è uno stimolo più che sufficiente per continuare a lavorare nella maniera giusta. (n.c.)
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