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Il basket a S. Miniato passa dall’Etrusca fin dal dopoguerra
I giovani sono la prima “preoccupazione” della società Alberto Parrini dirige oltre duecento tesserati
SAN MINIATO. Oltre sessanta anni di storia, sempre perseguendo gli stessi ideali di lealtà e sano agonismo. La tradizione cestistica di San Miniato affonda le sue radici nl dopoguerra, ma ancora oggi l'Etrusca Basket continua a rappresentare per i giovani del territorio un'alternativa significativa alla pratica di sport più diffusi.
«Il nostro obiettivo – spiega il presidente Alberto Parrini – è sempre stato quello di offrire una possibilità ai giovani di crescere e divertirsi attraverso lo sport che amiamo. L'Etrusca nasce nel 1950, ed è riuscita ad affermarsi da subito a livello locale nonostante i pochi mezzi a disposizione; col passare degli anni la tradizione si è consolidata: a San Miniato c'era la pallacanestro, a San Miniato Basso la pallavolo e un po' dappertutto il calcio. Ora le cose sono cambiate, la collaborazione con altre realtà sportive della zona come la Folgore ha portato grandi benefici a tutto il movimento sportivo territoriale, e siamo contenti che la nostra società continui a distinguersi nella qualità del settore giovanile».
Sono infatti oltre 200 i tesserati, cento dei quali solo nella sezione minibasket, in cui giocano bambini fino al 2007. Inoltre da quest'anno è ripartita un'altra avventura che negli anni ottanta aveva portato San Miniato addirittura in serie A, ossia la squadra di pallacanestro femminile.
«Abbiamo avuto davvero tante richieste – spiega Parrini – e alla fine abbiamo deciso di ripartire formando una squadra under 15 che ci sta dando soddisfazioni. In passato con le ragazze siamo anche arrivati fino ai massimi campionati, ma quando ci siamo accorti che le risorse impiegate dovevano essere tolte alla cura del settore giovanile abbiamo preferito fare un passo indietro».
Sono infatti i giovani la prima preoccupazione della dirigenza biancorossa: under 17, 15, 13 e tutti i bambini del minibasket sono il fiore all'occhiello della società di via Giuseppina Pizzigoni, tanto che anche le scuole samminiatesi sono spesso coinvolte nelle iniziative e nei progetti: «Stiamo portando avanti – conclude Parrini – un lavoro costante e mirato con gli istituti scolastici della zona. Troppi bambini continuano a non praticare sport, e il nostro compito è di avviarli e accoglierli in questa disciplina. Sono in questa società da tanto tempo, e in questi 3 anni di presidenza molte cose sono state fatte: ora però le priorità sono continuare nella nostra opera di educazione, formazione e sensibilizzare le istituzioni per un miglioramento e un ampliamento delle strutture a disposizione. Il palazzetto di Fontevivo e le palestre di San Miniato Basso e Ponte a Egola, gestite insieme alla Folgore, sono accoglienti e funzionali, ma cominciano a non essere più sufficienti».
Nicolò Colombini
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