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Camillo Bianchi vola da Pomarance alla nazionale Under 18

Camillo Bianchi vola da Pomarance alla nazionale Under 18

POMARANCE. Camillo Bianchi, classe 1994, 196 cm, ala, pomarancino, unico giocatore proveniente dalla Mens Sana basket Siena ha indossato la canotta azzurra, e in veste di capitano, della Nazionale...

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POMARANCE. Camillo Bianchi, classe 1994, 196 cm, ala, pomarancino, unico giocatore proveniente dalla Mens Sana basket Siena ha indossato la canotta azzurra, e in veste di capitano, della Nazionale Under 18 di coach Andrea Capobianco, impegnata nel campionato europeo di categoria chiuso per l’Italia con un dignitoso settimo posto. Che però ha significato l’esclusione dai prossimi mondiali.

Terminate le fatiche europee, Camillo si è preso qualche giorno di pausa ed è tornatto in Valdicecina. Dove, nell’As Basket Pomarance, il giovane capitano dell’Under 18 mosse i primi passi cestistici. Da qui poi, poco più che quattordicenne, venne selezionato dagli osservatori della Mens Sana che ne intuirono le potenzialità; immediatamente venne la Nazionale, prima Under 16, dunque Under 18.

Il resto è storia più o meno recente: difesa forte e corsa sono gli “schemi” che preferisce, anche se in sostanza può adattarsi con duttilità a qualunque tipo di gioco. Ha un’espressione serena e modi gentili. Ma, sebbene nei momenti topici di una gara anche per lui la pressione si faccia sentire, in campo è il tipico giocatore senza fronzoli che fa di grinta, scioltezza e arguzia le sue armi più efficaci.

Non è un caso che spesso sia il mastino a cui viene affidato il cruciale incarico di marcare l’avversario più pericoloso. Nel campionato d’Europa, a esempio, ha dovuto affrontare, tra gli altri, il giocatore europeo del momento, suo coetaneo: il fortissimo croato Dario Saric, 207 cm, punta di diamante di quella Croazia che, seminando il panico nel torneo, ha poi raggiunto la vittoria finale alle spese della pur quotata padrona di casa Lituania.

«È dura marcare Dario Saric – spiega Camillo Bianchi – ma è stato anche un onore per me, perché è un grandissimo giocatore e mi piace misurarmi con i più forti. È stata la terza volta che l’ho incrociato: la prima durante una partita di club, Mens Sana-KK Zagabria; poi al Trofeo Città di Roma, e ora agli europei».

La sua bestia nera però è in realtà l’amico e compagno di nazionale, il playmaker della Virtus Bologna, Matteo Imbrò. Confessa Camillo: «Riesce quasi sempre a farmi vedere i sorci verdi». (g.b.)

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