Il Tirreno

Pontedera

C’è chi propone l’azionariato popolare

Tuttocuoio, l’idea è sorta nell’assemblea per cercare di salvare la società

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PONTE A EGOLA. L'attesa assemblea per chiarire le sorti del Tuttocuoio si è conclusa con una fumata dai toni scuri, confermando le impressioni avute da un mese e mezzo a questa parte, ovvero dall’annuncio della dirigenza di voler lasciare. Questa crisi verrà risolta.

L'altra sera era presente l'intero consiglio dimissionario composto dai fratelli Andrea e Giovanni Dolfi e dai consiglieri Ciampalini e Lapolla, oltre al segretario Costa e Andrea Bagnoli, l'assessore allo Sport di San Miniato David Spalletti. La sala era gremita da una settantina di sportivi neroverdi, i quali più volte hanno proposto l'azionariato popolare, ma il presidente Andrea Dolfi ha espresso pur apprezzando la proposta, scetticismo.

«Quando sono arrivato 4 anni fa non conoscevo il calcio, eravamo in venti e col tempo ci siamo ridotti prima a dieci e poi ora a tre. Il problema non è che non ce la sentiamo più di spendere cifre rilevanti, ma anche che io non ho più tempo da dedicare alla squadra. Ora ci manca una sede, visto che ci troviamo nell’ufficio di Ciampalini».

Per mandare avanto il Tuttocuoio occorono «almeno 320 mila euro: la mia parte sono disposto a farla, ma non come nelle stagioni scorse. ».

Il fratello Giovanni coglie l'occasione per togliersi qualche sassolino: «Abbiamo speso tanto per la squadra in questi anni, ma il paese non ha mai risposto. Gli sponsor che abbiamo sono esclusivamente da Ponte a egola, non si può pretendere che mettiamo i soldi all’infinito».

Andrea Bagnoli, la cui mano è stata decisiva a dicembre per gli acquisti di giocatori di spessore come Scalzo Colombo, De Rosa senza dimenticare Falchini, osserva: «Per partire ci deve essere una base, altrimenti viviamo una stagione come questa, senza risolvere i problemi che una società deve affrontare e superare. Mi sono esposto con i calciatori perché avevo un rapporto di fiducia con la dirigenza. Qualcuno dei giocatori inizia a preoccuparsi per le sorti del Tuttocuoio. Tra questi Colombo».

L’assessore David Spalletti analizza la situazione: «Fa piacere come prima cosa che ci sia stata questa riunione, vuol dire che le sorti del Tuttocuoio stanno a cuore a molti. Questi dirigenti non sono più in grado di andare avanti, abbiamo fatto sondaggi con altri soggetti che hanno risposto negativamente, purtroppo. Ora c'è il rischio di passare dalle stelle alle stalle dalle serie D alla 3ª categoria. E la cosa forse peggiore è la scomparsa del settore giovanile, vera linfa di una società di calcio».

La domanda che si fanno gli sportivi è: e ora? C'è un mese di tempo, 8 luglio, per l’iscrizione e trovare quei 200mila euro che servono. Ma soprattutto trovare qualcuno che voglia prendere una società in pari come poche nel panorama dilettantistico. Altrimenti vendere il titolo e iscriversi alla 3ªcategoria con un nuovo nome: «Ma questa – sottolinea Andrea Dolfi – è l'ultimo pensiero».

Stefano Scarpetti

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