Il Pontedera da solo cerca il gran sigillo domani a Viterbo
Trasferta vietata ai tifosi della provincia dopo i disordini di qualche anno fa con i pisani. Tornano gli assenti granata
PONTEDERA. Il gol del Deruta è come il dolce che cade dal cucchiaio e macchia il vestito buono alla fine del matrimonio. Dovevano essere la nozze del Pontedera, pronto a unirsi con l’intera città, pronta a sua volta a celebrare il ritorno tra i professionisti. Invece, quando tutto stava per volgere al termine e la festa era già nell’aria, il gol di Luca Regnicoli faceva calare il silenzio sul Mannucci. Un’innocua punizione dalla trequarti che l’attaccante umbro gira indisturbato nella porta granata.
Freddo e cinico, come il migliore degli antagonisti. Chissà se avrà pensato, anche per un secondo, alla delusione che avrebbe procurato alle centinaia di tifosi che aspettavano in gloria il momento di stappare lo spumante e festeggiare il ritorno tra i prof dopo 12 anni. Ma d’altronde il compito di un attaccante è quello di segnare, e il Deruta di quel gol ne aveva bisogno, per avvicinarsi alla salvezza anticipata.
Comunque l’appuntamento con la Seconda divisione Pro è solo rimandato. I 9 punti sull’Arezzo (che ha vinto in extremis a Castel Rigone) restano un bel vantaggio, e domani, a Viterbo, potrebbe essere il momento buono. Ma se festa sarà, i tifosi granata non saranno invitati. Il prefetto di Viterbo, su segnalazione del Casms, ha vietato loro la trasferta. Una decisione scaturita dagli incidenti tra la tifoseria del Pisa e quella laziale qualche anno fa, e che lascia l’amaro in bocca a chi avrebbe voluto stringersi intorno alla squadra nel momento del trionfo.
Per questo tutti volevano festeggiare ieri. Ma così non è stato. Il clima da promozione anticipata e uno stadio ribollente hanno probabilmente condizionato i giocatori. Solitamente attenti e determinati, domenica sono entrati in campo senza la necessaria concentrazione. Altrimenti non si spiegherebbe il gol preso dopo 10’, e la capitolazione rischiata poco dopo, quando il Deruta ha centrato il palo.
La difesa migliore del girone (appena 26 gol subiti in 31 partite), ha vacillato contro uno degli attacchi meno prolifici. Le assenze di due pezzi forti come Lucarelli e Rosati (squalificati), e soprattutto quella di mister Marco Masi, pure lui squalificato e costretto a dare indicazioni dalla tribuna, sono attenuanti più che sufficienti. La vera sfida, in vista di domani, sarà quella di ritrovare il giusto equilibrio psicologico e di non tremare davanti alla prospettiva del trionfo.
Per questo il tecnico, dopo l’incontro, ha tenuto a rapporto i giocatori nello spogliatoio. Lui, che ha sempre tenuto alta la guardia per evitare cali di tensione, fin da ieri, alla ripresa degli allenamenti, ha lavorato su questo. Ma chissà come sarebbe finita, se Cubillos a 5’ dalla fine, avesse spinto dentro un pallone facile facile da due passi, invece di calciarlo fuori. Probabilmente l’epilogo sarebbe stato quello immaginato da tutti. Invece per festeggiare manca un punticino.
Lorenzo Lazzerini
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