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Pontedera, è quasi fatta lo sussurra perfino Masi

Pontedera, è quasi fatta lo sussurra perfino Masi

Il tecnico granata ha sempre gettato acqua sul fuoco degli entusiasmi però ora riconosce che essere inseguiti è meglio che stare a rincorrere

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PONTEDERA. “Il sogno”, come lo chiamano il tecnico Marco Masi e i suoi giocatori, dista solo tre passi. Che equivalgono a tre vittorie. E inseguito dal Pontedera dalla scorsa stagione sta per diventare realtà. Dopo la vittoria col Sansovino, mancano solo 9 punti ai granata tra i prof: traguardo sperato, ma che nessuno dava per scontato.

Castel Rigone e Arezzo disponevano di un budget molto più ampio, e hanno allestito squadroni che, sulla carta, avrebbero dovuto dominare. Invece le speranze degli umbri si sono spente al giro di boa, mentre gli aretini si sono dimostrati validi antagonisti, ma nel girone di ritorno hanno lasciato per strada troppi punti, scivolando a -10 dalla testa.

A dettare legge nel girone E di serie D sono la continuità e la forza del Pontedera: costruita senza spendere fortune, sulla base del solido gruppo della passata stagione, secondo dietro al Borgo a Buggiano. Nessuna rivoluzione, solo qualche innesto mirato e giovani di qualità. E soprattutto la conferma di un allenatore, Marco Masi, di grande spessore umano e tecnico, che ha saputo toccare le corde giuste nella gestione del gruppo. Incoraggiandolo nei momenti più difficili, e tenendolo sulle spine anche quando le cose si sono messe al meglio: «Quando si arriva in questa fase della stagione è importante mantenere equilibrio – spiega lo stesso mister – e neanche ora, che manca poco all’obiettivo, non dobbiamo perdere la concentrazione».

Già l’anno scorso il Pontedera accarezzò la Seconda divisione, ma a ruoli invertiti: granata a inseguire la capolista Borgo a Buggiano, battuta peraltro all’andata e al ritorno. Ma alla fine i pistoiesi la spuntarono, 7 punti avanti. Marco Masi subentrò a ottobre in panchina, dopo l’esonero di Giovanni Vitali. Col Pontedera imbottigliato a metà classifica, fu costretto a un campionato di rincorsa.

Ora ammette che vestire i panni della lepre è più piacevole: «Chi insegue ha una grande pressione addosso: sempre stare a guardare cosa fa chi è davanti è la cosa peggiore. Da leader si sta indubbiamente meglio, non solo per ovvie ragioni di classifica, ma anche perché i tuoi risultati dipendono solo da te. Si può giocare senza pensare agli altri, e questo aspetto ci sta regalando tranquillità. La squadra è in grandi condizioni psico-fisiche: può raggiungere l’obiettivo».

Sulla strada verso la Seconda divisione, per il Pontedera ci sono Città di Castello, Pianese e Deruta. E gli occhi del tecnico sono puntati verso il prossimo incontro, al Mannucci, contro il fanalino umbro: «Sono le partite contro le squadre di bassa classifica quelle che mi preoccupano di più – avverte – quelle contro chi ha più fame di punti. Anche contro il Sansovino abbiamo affrontato una partita difficile, siamo stati bravi a sbloccarla in avvio, con Magnani (che poi ha segnato una doppietta) e a gestirla con maturità. Prestazioni così, a 6 giornate dalla fine, mi fanno davvero sperar benelio».

Lorenzo Lazzerini

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