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Ieri in campo, oggi fanno gli allenatori
I giocatori del Pontedera dei miracoli (che sconfisse pure la Nazionale di Sacchi) siedono su panchine più o meno calde
PONTEDERA
Quello della ricerca del posto di lavoro è un problema con cui tutti i calciatori hanno a che fare a fine carriera. Una volta appesi gli scarpini al chiodo si ritrovano inevitabilmente tagliati fuori da quel mondo dorato fatto di contratti faraonici e stipendi milionari. Ed è ancora più dura per chi non assaggia la serie A, ma si ferma alla cadetteria o ai campionati di Lega Pro. Lì lo stipendio di pochi anni non ti consente di sistemarti per la vita.
Impresa Coverciano. In molti allora aguzzano l’ingegno, in cerca di una collocazione sul mercato del lavoro, e non sono pochi quelli che sfruttano l’esperienza e la competenza, maturate in anni di militanza sui campi, per riciclarsi come allenatori. In questo senso Pontedera ha fatto scuola, e si è resa protagonista di un curioso record. Ben 11, tra i granata allenati da Francesco D’Arrigo, che sconfissero la Nazionale di Arrigo Sacchi il 6 aprile 1994 a Coverciano, in un’amichevole di preparazione ai Mondiali Usa, ora siedono sulle panchine di squadre prof o dilettanti.
Sarà stata l’ispirazione di quel giorno di gloria, fiore all’occhiello di una stagione conclusa con la promozione in C1, ma in molti hanno trovato la possibilità di sbarcare il lunario e rimanere nel proprio “habitat naturale”. Ci sono i bomber Alfredo Aglietti e Claudio Cecchini, accomunati un tempo dal senso del gol in area di rigore (in quella stagione, in coppia ne realizzarono 37) e ora dal medesimo mestiere.
Aglietti. Più folgorante la carriera del primo, che è riuscito a sfondare nella massima serie, da giocatore, con la maglia del Napoli, prima di mietere successi in panchina. Dopo l’esordio nell’hinterland fiorentino, alla Rondinella e alla Sestese, per Aglietti arrivano le prime soddisfazioni, con la vittoria del campionato di serie D a Viareggio (dove rimane per 3 stagioni in C2 e C1), e la successiva chiamata della Sampdoria, dove ha allenato la Primavera.
Nel 2010 approda in serie B a Empoli, dove conduce un bel campionato e viene confermato, anche se il 2 ottobre scorso arriva l’esonero dopo il brutto avvio; la società lo ha comunque richiamato il 13 febbraio, per trascinare la squadra fuori dalla zona retrocessione, e il nuovo corso dell’ex attaccante granata è cominciato con un buon pari raccolto a Padova.
Cecchini. Un’altra missione difficile attende il suo vecchio compagno di reparto Claudio Cecchini, al quale è stata affidata la panchina del Pelli Santacroce in serie D, ultimo nel o girone.
Pane. E non sarà facile neppure per l’ex centrocampista granata Alessandro Pane risollevare le sorti del Pisa, che, dopo aver condotto uno straordinario girone di andata, vive un 2012 da incubo, con appena un punto in 6 partite.
Drago e Cecchi. Tra i professionisti, nel settore giovanile dell’Empoli, ci sono poi Giulio Drago, estremo difensore anche di Juventus, Cremonese, Bari e Triestina in A, ora preparatore dei portieri della Primavera e degli Allievi, e Mario Cecchi, allenatore proprio degli Allievi empolesi.
Da Maraia a Rossi. Scendendo nei dilettanti il panorama è ancora più ampio. Tra i più esperti in serie D c’è Ivan Maraia, allenatore in seconda della Pistoiese guidata da Paolo Indiani. Stefano Pontis è invece responsabile della Scuola calcio del Monterotondo (serie D, girone G). Un gradino più sotto, in Eccellenza, Paolo Moschetti guida il Ghivizzano, in piena corsa per i playoff nel girone A, mentre Riccardo Rocchini è alla Rignanese, nell’altro raggruppamento.
Il curriculum più giovane è quello di Matteo Rossi, che ha chiuso la carriera alla Pecciolese e, da 3 stagioni, allena proprio i nerazzurri nel girone C di Promozione, sfiorando, l’anno scorso, il salto in Eccellenza. Infine Daniele Allori sulla panchina dei mugellani del Luco, in 2ª Categoria. Dopo aver affrontato in amichevole un tecnico come Arrigo Sacchi, era inevitabile che in tanti decidessero di seguire le sue orme.
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