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Quando una società non riesce ad attecchire

Quando una società non riesce ad attecchire

Sradicare una squadra di calcio, una società, da dove è sempre stata e portarla in un’altra località equivale talvolta a portar via una pianta dal suo habitat e volerla far crescere in un ambiente...

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Sradicare una squadra di calcio, una società, da dove è sempre stata e portarla in un’altra località equivale talvolta a portar via una pianta dal suo habitat e volerla far crescere in un ambiente ben diverso dal suo. Non fa fiori e non dà frutti. Secca. Muore.

Così il Pelli Santacroce, emanazione del Ponsacco. Fu il presidente rossoblù Antonio Passerai, in estate, a immaginare Santa Croce come nuovo substrato per far crescere una squadra di calcio che in qualche modo potesse arrivare a emulare il cammino del Ponsacco della serie D e ancor di più quello dei prof. Pensò a Santa Croce, dunque, dopo essere andato in rotta di collisione con mezzi tifosi rossoblù, con gli sponsor che non avevano intenzione di entrare a supporto, con l’amministrazione comunale.

Passerai, animato di decisionismo prese - come si dice - baracca e burattini e trasferì tutto nella località del cuoio. Ma fece male i calcoli. Lì, il suo disegno calcistico non ha attecchito. Come una pianta, appunto. Poca gente sugli spalti del Masini, attriti mai sopiti con la società del posto, la Cuoiopelli, per la gestione e l’occupazione dello stesso campo, amministrazione comunale tra i due fuochi. Insomma un fiasco.

Neppure gli allenamenti a Santa Croce: prima a Tirrenia, ora a San Piero a Grado. Poi i risultati sul campo non sono venuti. E non è servita la rivoluzione di novembre quando molti giocatori hanno fatto il borsone, si sono avvicendati dirigenti, compreso il cambio in panchina con Polverino. Quando non va non va. E ora un’altra accettata a quella pianta che non ha trovato il giusto habitat.(p.fa.)

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