Il presidio
Parte la lettera per la Lega a Verona si poteva giocare
FORCOLI La gara a Verona contro il Villafranca potrebbe essere recuperata mercoledì 22, anche se non ci sono ancora comunicazioni ufficiali che saranno inserite nel prossimo bollettino. Il Forcoli,...
FORCOLI
La gara a Verona contro il Villafranca potrebbe essere recuperata mercoledì 22, anche se non ci sono ancora comunicazioni ufficiali che saranno inserite nel prossimo bollettino. Il Forcoli, però, protesterà ufficialmente con la Lega nazionale dilettanti per quanto accaduto domenica. E nel mirino è l'arbitro Mainardi di Bergamo che, secondo la dirigenza amaranto, non ha tenuto conto del fatto che gli addetti del Villafranca avevano lavorato alacremente per liberare il campo dal leggero strato di neve.
«Scriveremo una lettera di protesta – afferma il direttore generale Giorgio Corradetti – allegando anche le molte foto fatte al terreno di gioco. Si poteva giocare tranquillamente. Bastava aspettare che il concime a base di azoto che i responsabili del campo avevano sparso facesse effetto».
Le immagini chiariranno la situazione. Ma resterà comunque il fatto che il Forcoli dovrà tornare a Verona con un aggravio di costi non indifferenti. Circa mille euro la spesa per l'andata e ritorno nel capoluogo scaligero, con tanto di pasti per la squadra che a questo punto raddoppieranno per colpa della troppa fretta manifestata dal direttore di gara che ha fatto l'appello alle 13.50 non volendo sentire ragioni di applicare il comporto per verificare le condizioni del campo dopo il trattamento. Una beffa per la squadra, ma soprattutto per i dirigenti, alle prese con una situazione assolutamente non facile da affrontare e gestire. Ma che stanno facendo l'impossibile per andare avanti e, soprattutto, farlo nel migliore dei modi.
«Quel che ci è capitato negli ultimi tempi ha dell'incredibile – aggiunge Corradetti – ma vogliamo continuare ad andare a testa alta, come la storia del Forcoli ci consente di fare. L'impegno di tutti è completo. Certo, l'episodio di Verona non ci voleva. Dimostra ancora una volta che quando le cose vanno male non c'è limite al peggio. Però è nostra intenzione uscire da questa vicenda mantenendo il buon nome della società, al di là dei risultati sportivi».
Andreas Quirici
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