Il Tirreno

Pontedera

Alla corte di Casey Stoner nella Moto Gp

Vinicio Bibbiani
Alla corte di Casey Stoner nella Moto Gp

Filippo Brunetti di San Dalmazio è addetto ai tempi e alla ciclistica della Honda

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 POMARANCE. Diplomato ragioniere, con specializzazione programmatore informatico, Filippo Brunetti è oggi uno degli otto tecnici che la scuderia Honda ha selezionato per formare il team che segue il pilota Casey Stoner nella MotoGp. Nato a Pisa nel 1977; Filippo, detto "Freccia" (nome che gli era stato dato ai tempi della Ducati e che si sta portando dietro, mentre in Alta Valdiceceina e conosciuto con lo pseudonimo di "Schioppo") è stato la scorsa settimana nel suo paesello di San Dalmazio.  Nella frazione di Pomarance risiedono mamma Rossana e babbo Sauro: lì si è goduto il meritato riposo dopo un anno da incorniciare coronato di tante vittorie la cui sommatoria dei punteggi ha consacrato il pilota della Honda, Stoner appunto, campione del mondo. Un team di valore, guidato dal capotecnico Cristian Gabarrini, e completato da tecnici e ingegneri quali Carlo Luzzi, Giulio Nava, Bruno Leoni, Andrea Brunetti, Roberto Clerici e Lorenzo Gagni.  In particolare, Filippo Brunetti (ex Ducati come tutti gli altri), è addetto alla tabella dei tempi, alle gomme, alla benzina e alla ciclistica della moto. Definisce Stoner «un pignolo», anche nelle segnalazioni che vuole ricevere dai box. «È attento a tutto e, giustamente, esige la perfezione».  Gli hobby di Brunetti sono lo sci, prima di tutto, e le barche. «A sciare - spiega Brunetti - vado spesso con gli amici; ma anche con lo stesso Stoner e la sua ragazza, quando è in Svizzera cioè dove ha casa in Europa e con Dovizioso a cui sono molto legato».  Come si vive la vita in questo lavoro se vogliamo un po' particolare?  «Nel team si sta molto bene. Siamo tutti italiani e Casey si fida moltissimo di tutti noi. A maggio Stoner ci ha regalato un go-kart a testa e spesso con lui organizziamo delle giornate soltanto per divertirci. I posti più belli del motomondiale sono l' Australia anche perché Casey lì vince sempre, Laguna Seca in California e tutti i circuiti delle gare spagnole. Non mi piacciono molto invece le gare in Italia (Mugello e Misano Adriatico). Anche la gara in Giappone non è molto bella, perché il circuito e sperduto nei boschi a ben 3 ore da Tokyo».  Ma lì siamo a casa della scuderia...  «Proprio lo scorso 11 novembre siamo stati invitati a Tokyo dalla Honda per festeggiare la vittoria del mondiale. Eravamo noi otto della squadra e Livio Suppo. Abbiamo cenato in un ristorante in centro a Tokyo e poi ci siamo trasferiti nell'angolo dedicato al karaoke. È stato bellissimo vedere il pilota cantare insieme a noi. Adesso sarò a casa fino al 16 gennaio poi vado di nuovo in Giappone alla Honda per assemblare le moto dell'anno prossimo».  Si aspettava un successo così nella Moto Gp?  «Sinceramente no. Non avrei mai immaginato né di arrivare in Moto Gp, né tanto meno di vincere un mondiale. Stoner e un pilota molto riservato e non ama la vita mondana. Prima delle competizioni è molto serio e silenzioso, e dopo la gara invece e sempre lì con noi a ridere e scherzare. Adora pescare e stare nella natura. Nella sua Australia, per esempio, a una fattoria con ben 1.600 capi di bestiame. Mi è anche capitato- conclude Brunetti - di fare la controfigura a Stoner. Una volta, che doveva fare delle foto per dei giornali: vestendomi con la sua tuta gli stivali e il casco, in quanto sono di corporatura uguale».

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