Una realtà ben radicata nella città e punto di riferimento per piccoli e grandi
Bellaria, una storia infinita
Nicolò Colombini
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La formazione che milita in 3ª Categoria Da quasi 40 anni impegnata nello sport e nel sociale
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PONTEDERA. Non esiste al giorno d'oggi, almeno a livello regionale, una realtà simile a quella del Gs Bellaria Cappuccini di Pontedera. I numeri che attualmente vanta la società verdeblù, frutto di 39 anni d'assoluto impegno sociale e sportivo, per quanto riguarda sia il numero di tesserati che quello di discipline gestite, per molti sodalizi sono praticamente inarrivabili. Sono circa 800 i bambini, ragazzi e adulti che praticano regolarmente un'attività sportiva nei nuovi impianti di viale Europa, ai quali si aggiungono i 400 iscritti al circolo. Le attività ormai non si contano più, dal calcio a undici (maschile e femminile, sedici squadre per ben 300 iscritti), alla pallavolo femminile (dieci formazioni, 120 tesserati), dal rugby maschile (quattro, 100) al tiro con l'arco (maschile e femminile, 80 iscritti), dal podismo (maschile e femminile, 70) alla pallacanestro (due, 30) al calcio a cinque (maschile e femminile, due formazioni, 25 tesserati). Senza considerare i corsi di palestra e ginnastica riservati agli anziani e tutte le varie attività che coinvolgono quotidianamente la palestra al coperto. Oltre mille persone ogni giorno varcano i cancelli della sede verdeblù, che non rimane chiusa nemmeno per un giorno dal 1994. Tutto questo sembrava impossibile nel 1972, quando padre Aureliano, frate cappuccino del convento tuttora presente nel quartiere Bellaria, riuscì a riunire sotto un unico simbolo due piccole società sportive pontederesi: il Gs Cappuccini e l'As Bellaria, attive rispettivamente negli ambiti della corsa campestre e del calcio amatoriale: soltanto 34 le persone che risultarono iscritte nel primo anno di attività della nuova società, in una realtà assai ridotta ma che già appariva in costante espansione. Cambiavano i presidenti (nel 72 Giovanni Carli, nel 73 Carlo Rimini, dal 74 all'86 Leopoldo Solari, dall'86 in poi Piero Becattini, tuttora in carica, entrato in società dieci anni prima) e aumentavano attività sportive e sociali insieme ai tesserati: dal 1976 arriva la pallacanestro, nel 1978 è la volta della pallavolo, mentre le piccole iniziative dei primissimi anni continuavano a crescere e a mantenere lo intatto lo spirito verdeblù: la Festa dell'Atleta, la Giugnola, lo storico torneo Roberto Baldini, il Trofeo Goleador in collaborazione col nostro giornale e Radio Bruno Toscana. Tutti appuntamenti che col passare del tempo non si sono persi, e che scandiscono gli anni dell'attività della Bellaria ormai da decenni. Una società che non ha mai guardato ai risultati con ossessione, privilegiando l'attività di promozione sportiva e dando la possibilità a decine di migliaia di ragazzi di avvicinarsi allo sport in maniera sana e corretta. Una società in cui nessun atleta riceve un euro per le prestazioni, ma che invece paga una quota annuale, per poter partecipare alle attività e poi esprimere democraticamente le proprie preferenze in occasione del rinnovo del consiglio, programmato ogni tre anni (il prossimo nel 2012). Una società che ha cresciuto e lanciato tanti ragazzi verso società professionistiche, anche per mezzo di attività extrasportive e con collaborazioni con le scuole del territorio, ma che non ha mai preteso risultati a ogni costo, favorendo la crescita e la maturazione di tanti giovani atleti. Soprattutto, una società a metà tra un glorioso passato e uno splendente futuro, diventata uno dei punti di riferimento sportivi, sociali e culturali di Pontedera e di tutta la Valdera.
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