Il Tirreno

Pontedera

Il Pontedera del presidente Orsini sta lavorando per il futuro

Un nuovo imprenditore: entra anche Donnini

Francesca Lombardi
Un momento della cena dell’altra sera
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Un momento della cena dell’altra sera

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 PONTEDERA. Una grande famiglia, non una società di calcio. Questa l'impressione alla cena di fine stagione dell'Us Città di Pontedera che si è svolta al ristorante Sporting Club. Alla serata hanno partecipato naturalmente i giocatori granata insieme allo staff tecnico, guidato dai riconfermati Umberto Aringhieri come direttore sportivo e Marco Masi come allenatore.  C'erano anche i soci imprenditori, il sindaco Simone Millozzi e l'assessore allo sport Matteo Franconi. Assenti, anche se invitati, gli ormai ex soci Luciano e Marco Barachini. La cena è stata l'occasione per presentare un nuovo socio. Oltre al già ufficializzato Marcello Pantani, entra a far parte di casa granata anche Franco Donnini, imprenditore del reparto metalmeccanico, titolare di un'azienda a Fornacette. Ma nonostante le due new-entry, e altre che sono in arrivo, il neopresidente Tiziano Orsini ha lanciato l'ennesimo appello ad altri imprenditori. «Abbiamo ambizioni di crescere e per questo abbiamo bisogno di sostegno» ha sottolineato Orsini, che vanta nei lontani anni '80 un passato da dirigente nel Montecalvoli. Poi, rivolgendosi ai calciatori, ha detto: «Vi avevo detto di credere in questa società perché avrebbe avuto futuro, l'ingresso di due nuovi soci conferma che siamo sulla strada giusta. Quest'anno siamo stati carenti nel settore giovanile, ma grazie al signor Pantani potremo curare maggiormente anche questo reparto». Marcello Pantani infatti, tra l'altro membro del cda granata, avrà la delega al settore giovanile.  Ha preso poi la parola il primo cittadino Simone Millozzi, grande tifoso pontederese. «Venivamo da anni difficili, in cui la fine del calcio a Pontedera era certa - ha detto - grazie a questo progetto abbiamo scongiurato il peggio e siamo riusciti a centrare obiettivi non solo dal punto di vista sportivo».  La squadra ha regalato a tutti i presenti una foto della formazione al gran completo schierata sull'erba del "Mannucci", poi è stato lo stesso presidente Orsini a fare un regalo ai ragazzi: ha messo al collo di ognuno di loro la sciarpa color granata creata appositamente per celebrare il centenario. Un piccolo cadeau anche da un gruppo di tifosi storici che hanno donato a giocatori, allenatore e direttore sportivo un portachiavi con incisi i nomi di ognuno. Un gesto che ha sancito ancora di più l'affetto, quest'anno vivo più che mai, che lega la squadra alla città, dopo i precedenti anni burrascosi in cui il futuro era incerto.  Ora invece c'è una grande certezza: il Pontedera prosegue il suo cammino con un progetto serio e ben costruito che nel secondo anno sarà ancora più completo e collaudato. «Quello della rinascita è stato un anno importante che ci ha permesso di fare esperienza visto che molti di noi non avevano trascorsi nel mondo del calcio», ha affermato il presidente Tiziano Orsini che, con molta probabilità la prossima settimana, si recherà a Roma in Federazione per affrontare il capitolo ripescaggio. «Noi - ha concluso Orsini - abbiamo tutta l'intenzione di fare domanda e di giocare l'anno prossimo in Lega Pro. Solo se la Federazione ci negherà il salto di categoria, allora dovremo continuare in serie D».  Dunque, ancora una volta, l'incognita della categoria che in qualche modo frena una programmazione più precisa. L'anno scorso il dubbio della categoria alla fine portò fortuna: il Pontedera riuscì a ripartire dalla stessa serie dell'anno precedente nonostante il cambio societario. Quest'anno forse la situazione è più complicata e il ripescaggio dipende da diversi fattori, primo tra tutti il numero di squadre che rinunceranno all'iscrizione tra i Prof. Ma l'entusiasmo e la determinazione che si respiravano l'altra sera a cena, rendono più semplici da scalare anche le montagne più alte.

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