Il Tirreno

Pontedera

Casalini, il presidente della rinascita

Francesca Lombardi
Maurizio Casalini a capo del direttivo granata
◗
Maurizio Casalini a capo del direttivo granata

Giorni di bilanci e di incontri per la futura stagione

2 MINUTI DI LETTURA





 PONTEDERA. È tempo di bilanci per il presidente del Pontedera Maurizio Casalini alla fine di una stagione super che ha regalato ai granata la seconda posizione nel girone E di serie D e la vittoria dei playoff.  In questi giorni sono in atto le discussioni per stabilire se ci sarà o meno la rotazione della carica di presidente: Casalini infatti è disposto, come già affermato, a cedere il ruolo a un altro degli attuali soci della dirigenza granata.  Presidente Casalini avete preso qualche decisione?  ««Stiamo facendo le valutazioni, gli altri soci vorrebbero che rimanessi come presidente dopo questa stagione così positiva, ma dobbiamo ancora decidere. Ci sono diversi fattori da valutare a cominciare dai miei impegni lavorativi».  La stagione in effetti è andata molto bene.  «Sì, è andata benissimo».  Quando vi siete messi intorno al tavolo un anno fa pensavate di poter arrivare così in alto?  «No, quello che ci interessava era far proseguire il calcio a Pontedera, volevamo disputare un campionato decoroso ma di certo non ci aspettavamo questo successo».  A che cosa è dovuta secondo lei quest'annata brillante?  «Sicuramente le scelte dei giocatori, del direttore sportivo e il ritorno di Marco Masi in panchina sono state vincenti. Inoltre come società abbiamo permesso ai tecnici di lavorare in un ambiente sereno e tranquillo, anche questo nel calcio conta».  L'ex mister Giovanni Vitali ha pagato le difficoltà iniziali di una società nuova?  «La maggiore esperienza in serie D di Masi è stata fondamentale, ma devo dire che, probabilmente, Vitali ha trovato un ambiente carico di tensione a inizio stagione. D'altra parte su questo Pontedera c'erano molte aspettative».  A proposito di aspettative, la stagione appena conclusa ne ha create molte nei tifosi per il prossimo anno...  «La società spera di ripetersi e di formare una squadra per stare ai vertici, ma ci sono ancora vari elementi da stabilire come a esempio la categoria. Sia ben chiaro il capitolo Seconda Divisione non è chiuso. La città comunque deve aspettarsi che la società compia ancora una volta le giuste scelte sia a livello tecnico che economico».  Sul destino dell'allenatore Marco Masi e del direttore sportivo Umberto Aringhieri ci sono già decisioni?  «Ho avuto un incontro con entrambi e penso che ci siano le possibilità affinché restino, anche se non c'è ancora niente di ufficiale».  Infine, cosa si prova a essere stato il presidente della rinascita granata?  «Per me è stato un onore, l'ho fatto volentieri e lo rifarei. Ringrazio gli altri soci e l'amministrazione comunale per questa opportunità. Posso aver avuto delle lacune ma nessuno dopotutto nasce presidente».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani