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Yoga nella borraccia per la seconda vita di Fabiana Luperini
Stefano Fiori
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BUTI. Nel clamoroso ed imminente rientro alle gare (il prossimo 17 giugno) di Fabiana Luperini e nel sogno, certo non proibito, riguardante una possibile partecipazione ai campionati mondiali di ciclismo 2013 in Toscana della campionessa di Cascine di Buti, sta avendo una parte importante il centro yoga Akasa di via Diaz a Pontedera. Fondato nel 2003 da Federica Bacecci, ex stilista operatore professionale zen shiatsu e ayurveda e appassionata studiosa della medicina tibetana, il centro Akasa annovera dal 2007 tra le sue più assidue e convinte frequentatrici proprio Fabiana Luperini, la più grande campionessa nella storia del ciclismo femminile italiano, accreditata di 157 vittorie nella categoria Elite dal 1993 al 2009, tra le quali figurano 5 Giri d'Italia (con 15 successi di tappa), 3 Tour de France (con 16 successi di tappa), 4 campionati italiani Elite e 6 Giri del Trentino. Recentemente Fabiana ha annunciato il suo ritorno alle competizioni, dopo un 2010 "sabbatico" trascorso dominando le Gran Fondo nazionali (12 i successi e 6 vittorie su 6 gare disputate nel 2011), con la MCipollini-Giordana-Giambenini-Selle Italia e confermando che a 37 anni si sente ancora in grado di puntare a grandi traguardi, naturalmente con il supporto dello yoga. «Ho tratto dei notevoli giovamenti frequentando il centro Akasa - ci racconta la Luperini in termini entusiastici -. Prima di tutto sono riuscita a rinforzare schiena, collo, ginocchia e caviglie grazie alle posizioni yoga che assumiamo durante le varie sedute nelle quali lo scopo è quello di allungare e rendere più resistenti i muscoli. Sono proprio queste parti del corpo quelle che procurano i maggiori problemi a chi pratica il ciclismo con assiduità e agire su di essi significa acquisire una maggiore resistenza e limitare la possibilità di infortuni. Il completamento della terapia viene fatto con dei massaggi shiatsu, ottimi per la schiena e il collo». Ma l'attività svolta all'interno del centro Akasa riguarda anche altri aspetti importanti: «E' migliorata la mia respirazione, poiché ho imparato a respirare in maniera diaframmatica, riuscendo ad incrementare parecchio l'aria incamerata nei polmoni: tutto ciò aumenta la soglia di resistenza agli sforzi. Infine, con la parte dedicata alle tecniche di meditazione, ho ottimizzato il mio self control, la concentrazione prima e durante le gare, riuscendo a sconfiggere la tensione e ad acquisire maggiore tranquillità e consapevolezza nei miei mezzi». Insomma, una Luperini davvero rimessa a nuovo... «Non mi sono mai sentita vecchia, ma consiglierei a chiunque di iscriversi ad un centro yoga. Tra i frequentatori non ci sono molti sportivi, bensì tanta gente comune e di ogni età con cui mi è stato facile familiarizzare». Da due a tre sedute settimanali, ciascuna di un'ora e mezzo, che costituiranno il viatico per il rientro di Fabiana alle corse su strada previsto al Giro del Trentino e quindi al campionato italiano, prima del fatidico appuntamento con il Giro d'Italia femminile, a luglio. E a tal proposito la campionessa pisana si toglie un sassolino dalla scarpa: «Il Giro 2011, così duro e ricco di salite, mi piace. Tuttavia, mi sembra che gli organizzatori abbiano esagerato inserendo dei "mostri" come il Mortirolo, un'ascesa durissima anche per i professionisti... al maschile. L'unico effetto che produrrà è che, una volta tagliato il traguardo da parte delle prime 10, tutte le altre si aggrapperanno alle moto e alle auto del seguito per giungere all'arrivo, mostrando uno spettacolo poco edificante agli appassionati di ciclismo». Le sue avversarie più temibili saranno le solite: «Pooley, Abbott e Haussler, mentre tra le italiane può far bene la mia compagna di squadra Guderzo». Concludendo si può affermare che il Giro 2011 costituirà per Fabiana Luperini la prima tappa di avvicinamento ai mondiali 2013 in Toscana? «Sì, è un sogno che cullo da tempo e in quella occasione potrei chiudere davvero la mia carriera ciclistica. Il mondiale in Danimarca di quest'anno e le Olimpiadi di Londra 2012 non sono adatte alle mie caratteristiche, ma il mondiale di Valkenburg 2012, abbastanza duro, potrebbe essere il test finale per la prova iridata in Toscana. Certo è che dovrò dimostrare di meritare una maglia azzurra, ma questa è un'impresa che mi intriga parecchio e che non mi spaventa affatto».
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