Il Tirreno

Pontedera

La Ngm lotta con orgoglio ma alla fine è Padova a gustare il profumo di A1

Andreas Quirici
Mihcal Hrazdira esulta dopo un punto con Alberto Elia e Sergio Noda Blanco
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Mihcal Hrazdira esulta dopo un punto con Alberto Elia e Sergio Noda Blanco

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 SANTA CROCE. Alla fine è Padova a gioire in un PalaParenti che omaggia i Lupi dopo una gara sofferta, tirata, equilibrata e bellissima. La Ngm perde al quinto set davanti a un grandissimo avversario, assolutamente degno di raggiungere l'A1. Nella gara di ieri sera, però, c'è tutto l'orgoglio e le qualità tecniche dei ragazzi di Gianlorenzo Blengini, eccezionali per larghi tratti, sfortunati in alcuni momenti, purtroppo topici, dell'incontro. Dopo il brutto approccio avuto in gara-due a Padova, questa volta la Ngm comincia l'incontro al PalaParenti con il piglio di chi vuol invertire la rotta da subito. La facile allusione dei Lupi che sbranano gli avversari ci sta tutta, specie nella cattiveria agonistica con cui i ragazzi di Blengini servono e attaccano. L'intenzione è di mettere pressione a una squadra che, se lasciata libera di giocare tranquilla, può fare davvero male. Poi c'è il problema di non concedere punti facili ai veneti e qui i biancorossi rispondono a pieno alle necessità di una gara da combattere dall'inizio alla fine. Padova sembra un po' sorpresa dalla concretezza dei santacrocesi in difesa e in costruzione di gioco e concedono ai padroni di casa un vantaggio che rintuzzano per due volte, senza però riuscire a riacciuffare una Ngm con il pedale del gas a tavoletta, sorretta da un palazzo dello sport caldissimo. Ma la Phyto Performance, allenata dal livornese Paolo Montagnani, non è arrivata seconda a caso in regular season. Ha giocatori di grande livello come il giapponese Koshikawa o il palleggiatore Tiberti (ex dei Lupi), per non parlare dello schiacciatore Rosso. Un primo set perso, per chi sente l'odore di A1 equivale a una molla incredibile nella seconda frazione ed è quasi logico che gli ospiti si portino sull'1-1 al termine di 27' di grande pallavolo. La Ngm cerca di opporsi. Continua a forzare in battuta e spinge in attacco. Fa gli straordinari in difesa (si contano almeno 4 scambi da infarto), ma alla fine Padova pareggia i conti. E dopo una frazione per parte, il minimo che ci si possa attendere è un equilibrio pressoché totale nel terzo set. Punto a punto, quasi una gara a scacchi, con un'attenzione massima su ogni palla. Padova continua a far paura, ma va avanti nel punteggio solo per un brevissimo istante (18-17). Poi i Lupi cambiano marcia nel momento clou, complici anche alcuni errori della squadra di Montagnani e dal 19 pari al 25-22 finale sfruttano indecisioni di Koshikawa, De Marchi e Uchikov per chiudere con la veloce di Elia e portarsi sul 2-1. Sul cambio campo si scaldano un po' gli animi fra il pubblico e la panchina ospite, segno della grande posta in palio di questa gara. Sul campo invece i Lupi perdono quasi subito contatto con Padova nel quarto set. Tiberti distribuisce il gioco scegliendo spesso Uchikov che fa male al muro dei biancorossi. Alla fine della frazione saranno 6 i punti dell'opposto bulgaro, mentre dall'altra parte Monopoli opta con regolarità per Elia che lo ripaga con 5 conclusioni veloci e vincenti. Sul 16-11 si rivede in campo anche l'olandese Snippe, dopo mesi di stop per la rottura del tendine d'Achille. Il margine di Padova aumenta ed è quinto set. Dire che il PalaParenti vibra è riduttivo. Per i Lupi è dentro o fuori. Per Padova è l'occasione della vita per volare in paradiso. Equilibrio totale fino a un doppio errore biancorosso sul 7-7. Prima Baldaccini in battuta, poi Tamburo in attacco. Un solco che Padova difende grazie alla forza del gigante Uchikov, ancora una volta. E' lui a segnare quattro punti, compreso quello finale, che portano Padova in A1, ma che non tolgono nulla alla grandissima partita e alla stagione dei Lupi.

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