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Calderini chiede più continuità
Andreas Quirici
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Il tecnico Calderini sulla panchina forcolese Forcoli. I programmi e le attese del tecnico
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FORCOLI. «Abbiamo i punti che ci meritiamo». Il realismo di Stefano Calderini è forse l'arma in più di questo allenatore che ha cercato di sfruttare il "materiale umano" a disposizione, per cambiare volto alla squadra nella finestra di calcio mercato invernale in vista del girone di ritorno. L'altra sera al ristorante Da Carlo a Selvatelle, per la cena degli auguri del Forcoli a giocatori, tecnici, collaboratori e sportivi, l'allenatore ha tirato le somme di 3 mesi di lavoro. «Abbiamo disputato un buon girone di andata - dice - nonostante che in trasferta le cose non siano andate molto bene, soprattutto a causa di episodi, non di prestazioni disastrose. L'obiettivo per il girone di ritorno è di migliorare i nostri attuali 27 punti e poi fare i conti». Nelle ultime settimane, la formazione amaranto è stata trasformata dal direttore sportivo Giorgio Corradetti. In uscita Mordagà (al Pontedera), svincolati i giovani Scoscini, Zambrino e Bellagamba, tornato alla Lucchese Cassettai, ceduto temporaneamente Bertini al Querceta per motivi di studio. In entrata l'attaccante della Juniores Fiorentini, classe 1992, il portiere Frongillo (1990) libero dopo un anno a Carpi, l'esterno sinistro Baldini, nato nel 1991 e fresco di rescissione di contratto col Prato, gli esperti Ghizzani e Giglioli, rispettivamente attaccante e centrocampista, entrambi dalla Castelnuovese in Eccellenza, l'esterno destro di difesa Domenico Ancona, un '92 e Pietro Gazzano, centrocampista o attaccante esterno. Insomma, una mini-rivoluzione, specie nei giovani e in alcuni ruoli chiave. «Abbiamo cambiato - afferma Calderini - soprattutto per dare alla rosa maggior qualità. Vorrei vedere una crescita nella seconda parte del campionato che coinvolga tutti. Mi piacerebbe una manovra più fluida, più omogenea e continua. Lavoreremo per questo, anche se l'attuale atteggiamento, verticalizzazioni e pochi tocchi in genere, può essere utile in funzione della concretezza che riusciamo a esprimere, specie in casa». Realismo, come detto, che emerge nell'avere come punto di riferimento il risultato e il piazzamento in classifica («Dobbiamo mantenerci al vertice, perché questo è un campionato equilibrato e tutto può accadere nel ritorno», ha sottolineato), ma anche la parolina magica che sa di buon proposito per il nuovo anno: continuità. «Ci manca - ammette - e dobbiamo per forza migliorare. Sacrificherei qualche vittoria in casa pur di riuscire ad avere punti dalle trasferte e dare ritmo al percorso». E guardando la classifica si capisce il motivo: al Brunner il Forcoli ha giocato 8 gare, vincendone 7 e pareggiandone 1 (meglio di Borgo a Buggiano e Camaiore che in casa hanno giocato una gara in più pareggiandola); in trasferta su 9 incontri sono arrivati solo una vittoria e due pareggi (una marcia da retrocessione).
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