Al PalaParenti arriva il fanalino di serie A2 e il coach Blengini scalda i suoi
Un Santo Stefano sul parquet Ngm contro il Club Italia Roma
Andreas Quirici
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La Ngm in attacco 3 MINUTI DI LETTURA
SANTA CROCE. Sarà un Natale di impegni per la Ngm alle prese con la gara di Santo Stefano al PalaParenti (inizio alle 18) contro il Club Italia Roma, formazione che staziona all'ultimo posto in classifica e che ha soli 4 punti. Per la squadra biancorossa potrebbe essere una gara semplice da decidere. Almeno sulla carta. Le insidie in questo campionato sono molte, specie per una realtà come i Lupi, chiamata alla grande stagione, ma che sta incontrando difficoltà a causa degli infortuni. Le intenzioni della società e del gruppo allenato da Gianlorenzo Blengini sono quelle di difendere il terzo posto dalle insidie delle inseguitrici e poi vedere il daffarsi nelle prossime settimane. Ragionamento giusto, considerato anche il grande equilibrio, escludendo il campionato che stanno facendo Padova e Ravenna. «I giocatori coi quali lavoro - ha detto il tecnico dal sito ufficiale della società conciaria - mi dimostrano sempre grande disponibilità e gran voglia di fare, in questa fase del campionato è difficile dare oltre modo ed è difficile anche chiedere, perché il calendario è stretto, e in questi momenti perdere è più pesante, non c'è il tempo per metabolizzare che subito è necessario pensare all'incontro successivo, vincere è sempre la cosa migliore ma lo è soprattutto in momenti del genere». Riconosciuto il momento delicato, alla Ngm non resta che vincere contro Roma e vivere alla giornata. Recuperare gli infortunati (Pagni) e gli acciaccati (Mattioli e Noda Blanco), continuare a credere nei propri mezzi e sperare che la davanti rallentino un po'. A Blengini spetta un gra lavoro psicologico e la sua filosofia è la seguente: «Preoccuparsi della possibilità di perdere una partita fa aumentare le probabilità di sconfitta, essere preoccupati di potersi far male aumenta la possibilità di incidenti. Ai miei giocatori dico sempre che tra aver paura di perdere ed aver voglia di vincere c'è una grande differenza, portano a volere il solito risultato ma per due strade completamente diverse. La prima è molto più articolata perché ci dobbiamo sforzare a pensare di non perdere per poi vincere, la seconda va dritta all'obiettivo, vincere, è più rapida e decisamente più sicura». E la ricetta ha obiettivi ben precisi, contingenti al momento, come «mantenere lo stesso carattere che abbiamo dimostrato di aver finora e che ci ha permesso di superare le difficoltà che si sono presentate fino ad oggi, anche passando attraverso le sconfitte. La sconfitta mette di fronte a una consapevolezza che quando tu potrai recuperare alcuni punti forti che al momento non ci sono, allora il cammino è possibile affrontarlo con maggiore vigore. La squadra, e me lo sta dimostrando, non vuole mollare, combattendo non solo contro l'avversario ma anche contro le avversità. Quest'anno, per noi, è saper gestire le sconfitte, attualmente abbiamo subito stop in situazioni di organico che ha portato frustrazione, rabbia, dispiacere ma facendo prevalere il buon senso la squadra è sempre scesa in campo con la voglia e la determinazione di portarsi a casa il risultato, è possibile anche perdere ma quello che conta è l'intento col quale viene affrontato l'avversario».
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