Il Tirreno

Pontedera

«La Provincia intollerante verso le gare»

Roberto Spadoni
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Roberto Spadoni

Lo sfogo di Roberto Spadoni, presidente pisano della Fci

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 PONTEDERA. Roberto Spadoni, presidente del comitato provinciale della Federazione ciclistica, non ce la fa più. Ha perso la pazienza nei confronti della Provincia di Pisa, di come l'ente tramite l'ufficio Viabilità, si comporta in occasione di gare ciclistiche.  «Anche l'ultima gara della stagione in provincia - esordisce Spadoni - è stata oggetto di "pessima attenzione" da parte dei geometri dell'ufficio Viabilità. La 58ª Coppa del Mobilio, gara ciclistica internazionale è costretta a cedere ai quei tecnici per l'autorizzazione a percorrere le strade il cui proprietario è l'ente Provincia». È solo l'ultimo atto, in quanto «è stata prassi di tutta la stagione costringere i presidenti alla sottoscrizione pochi giorni prima di ogni gara (per il 53º Gp Vivaisti Cenaiesi, per esempio, il giovedì alle 13.28 per la gara del sabato) di un prestampato da ricopiare su carta intestata della società organizzatrice dove, quei geometri per rilasciare il loro consenso al passaggio su strade di loro gestione, obbligano la sottoscrizione del presidente, il quale per non rischiare di far saltare una manifestazione ovviamente già pronta firma una dichiarazione con la quale "solleva la Provincia di Pisa da qualsiasi responsabilità inerente danni e sinistri in relazione alle modalità di svolgimento della manifestazione e che si riferiscono a situazioni in cui non siano strettamente e rigorosamente rispettate le regole del codice della strada, per il tratto interessato"».  Insomma responsabile di cosa succede sulla strada è il presidente della società organizzatrice. Un po' troppo. Roberto Spadoni più volte ha cercato di far capire che se un tratto stradale non è agibile al transito di una corsa, questo non potrà mai diventare idoneo con la sola firma di un comune cittadino che, nel sollevare l'ente da responsabilità, permette loro di concedere l'autorizzazione.  «L'autorizzazione non si concede, o si rilascia, al massimo con prescrizioni o indicazioni, ma mai a condizione che vi sia uno scarico di responsabilità a terzi. Questo - spiega il presidente provinciale della Fci - costringere il soggetto a sottoscrivere un atto, produce un naturale squilibrio nel significato dei diritti e dei doveri e rappresenta un atto di ricatto che potrebbe richiamare una vera e propria azione vessatoria. Il ciclismo è uno sport che ha come campo di gara naturale la strada che parte dal cartello inizio gara ciclistica e termina con il cartello fine gara ciclistica. E quando la prefettura rilascia l'autorizzazione con la dizione "sospensione temporanea del traffico", in quello spazio abbiamo la naturale occupazione di tutto il "campo di gara", da parte di tutti gli addetti, siano essi atleti che mezzi. Prima e dopo i cartelli si è fuori dal campo di gara con l'obbligo di tornare utilizzatori della strada con tutti le regole previste dal Codice della strada, anche se si è atleti o mezzi riconosciuti».  La Provincia di Pisa - conclude Spadoni - è «l'unica ad attuare un tale, riuscendo a creare solo malcontento e disapprovazione in tutte le associazioni, dimostrando una vera e propria forma di intolleranza verso gli organizzatori di gare ciclistiche che con sacrificio cercano di mantenere in vita bellissimo sport».

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