Il presidio
Dopo appena due giorni di raduno sul campo di Selvatelle cè attesa per una stagione in evidenza
Il Forcoli mette già in campo la palla
Andreas Quirici
◗
La seduta di allenamento a Selvatelle e mister Londi con i suoi Mister Londi prepara i suoi a imbastire l'azione e pensa a una difesa a 4
2 MINUTI DI LETTURA
FORCOLI. Clima sereno, arietta più fresca dei giorni precedenti, sorrisi, gambe che cominciano a muoversi sul prato di Selvatelle. La prima settimana di lavoro del nuovo Forcoli guidato dal tecnico Maurizio Londi è cominciata e, a giudicare dalla tranquillità con cui lavora il gruppo, sembrerebbe proprio sotto i migliori auspici. Del resto questa potrebbe essere una stagione importante. Gli acquisti mettono il Forcoli fra le squadre con licenza di osare. Lo sa bene Londi che inizia una stagione dal via dopo varie esperienze a campionati in corso. Lo sanno bene gli stessi giocatori che formano lo zoccolo duro del gruppo: Bonsignori, Moriani, Pardossi, Galluzzi, ma anche Ruglioni, Carusio e lo stesso Bianchini. Il loro lavoro è quello di far inserire al meglio i nuovi (Paci, Mordagà, La Bruna e Ausoni), compresi i giovani acquistati o aggregati alla prima squadra. Osservando i momenti che precedono l'inizio dell'allenamento si direbbe che il processo di amalgama è già a buon punto, almeno dal punto di vista umano. Sul campo poi, l'allenatore e il preparatore atletico Roberto Niccolai suddividono la squadra in due gruppi. Nessuna partenza da sudore e sangue, ma un avvicinamento alla fatica (con molta probabilità più evidente nella settimana di ritiro a Volterra) che prevede un discreto uso della palla. Così, mentre Niccolai fa svolgere esercizi atletici su breve distanza a una parte dei giocatori (fra cui Moriani, La Bruna e Mordagà), Londi dispone gli altri nella metà campo opposta dell'impianto di Selvatelle, cominciando a preparare la parte tattica, quella della preparazione all'azione offensiva. Qualcosa si vede già: la centralità del mediano Ausoni, verosimilmente investito del ruolo di uomo-guida del centrocampo. Tutto passa da lui, con schemi che prevedono fraseggi e movimenti senza palla da parte di tutti. Nello spiegare le sue intenzioni, l'allenatore parla di "difesa a 4", ma anche di voler provare di "quella a 3". Del resto, la presenza in rosa di giocatori come La Bruna, Bonsignori e Carusio permette tranquillamente i due moduli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
