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CuoioValdarno dilaniato dai veleni

Luciano Gianfranceschi
Doveva essere un augurio, invece la C2 vola via con i palloncini
Doveva essere un augurio, invece la C2 vola via con i palloncini

Incredibile, ma vero: in un momento in cui tante squadre hanno problemi economici, il CuoioValdarno - la scorsa stagione Cuoiopelli Cappiano - sparisce... "solo" per dissidi societari.

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SANTA CROCE. Incredibile, ma vero: in un momento in cui tante squadre hanno problemi economici, il CuoioValdarno - la scorsa stagione Cuoiopelli Cappiano - sparisce... "solo" per dissidi societari. È della notte tra martedì e mercoledì, la rinuncia anche alla serie D. Dopo che, pur essendo "garantita" per il ripescaggio tra i prof in 2ª Divisione, aveva lasciato cadere - venerdì - anche tale opportunità.
Il consiglio d'amministrazione (presidente Carlo Battini, vice Michele Vedetta, membri Curzio Squarcini, Plinio Donati, Pino Vella e Massimo Videtta) non ha stilato alcun verbale al termine della lunga seduta, alla quale erano presenti anche i sindaci revisori.
«È mancato il tempo, si era fatto tardi» commenta Battini, sempre diplomatico. È evidente che ci devono essere divergenze, e non di poco conto, se aggiunge «sono disposto anche a continuare da solo, cioè senza di loro, ripartendo dalla Promozione». Ma il tono della voce è distrutto, pur se a tratti controbilanciato dalla volontà di non mollare.
Pare di capire che la cordata empolese-calligiana sia per "muoia Sansone con tutti i filistei". Mentre Battini, più responsabilmente, da una vita nel calcio santacrocese dapprima come segretario poi presidente quando allo stadio Libero Masini non erano consentiti i cartelloni pubblicitari, sia abituato ad andare avanti.
Quanto all'aspetto economico, con la rinuncia alla serie D, già formalizzata (curiosamente, l'iscrizione era con il nome Cuoiopelli Cappiano), la società sportiva recupera i 18mila euro dell'iscrizione, e successivamente anche gli altri 31mila della fideiussione.
Ma il futuro prossimo, quale sarà? Se il consiglio d'amministrazione non trova un accordo, gli scenari sono due: la messa in liquidazione della società, per cui i creditori perderebbero poco; oppure il fallimento, e in tal caso la società a responsabilità limitata non consente assolutamente di rifarsi sulle persone fisiche.
Ovviamente Battini vuol andare a testa alta nella città dove è nato e lavora (ora di là d'Arno, a Romaiano). «Qualche malinteso, come in tutte le società; ma niente d'irreparabile - analizza, animato dalla passione lo stesso Battini -. Si può salvare il salvabile, convocando anche l'assemblea affinché il CuoioValdarno possa continuare a Santa Croce. Si ripartirà dal basso, se in Promozione, con nessun aggravio economico. Sono certo che tra coloro che telefonano per informarsi, qualcuno è anche disponibile a dare una mano. E sennò sarà campionato di 3ª Terza categoria; però con un po' di buona volontà e comprensione di tutti, si eviteranno brutte figure».
Due squadre a Santa Croce: la Cuoiopelli in Prima categoria, e il CuoioValdarno in altra categoria dilettanti. Potrebbero fondersi? «Io avevo creduto, convinto, anche all'accordo col Cappiano. Mai avrei pensato, nemmeno pochi giorni fa - conclude Battini - di ritrovarmi così».

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