Il Tirreno

Pontedera

Parcheggi

Pontedera, vigilini e multe: il trasgressore è assente anche quando... c’è - I dubbi dei cittadini

di Sabrina Chiellini
Pontedera, vigilini e multe: il trasgressore è assente anche quando... c’è - I dubbi dei cittadini

Sull’avviso di contestazione compare una dicitura prestampata. In teoria il cittadino, documentando la sua presenza, può fare ricorso

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Secondo l’articolo 200 del Codice della Strada, la multa deve essere contestata subito, ovvero immediatamente al conducente, quando è possibile farlo in sicurezza. Se gli agenti non procedono all’immediata contestazione pur essendoci le condizioni, il verbale deve comunque indicare i motivi specifici dell’impedimento, pena l’annullamento della sanzione amministrativa pecuniaria. Questa la norma.

Ma a Pontedera le multe “staccate” dai vigilini di Siat, l’azienda che si occupa della gestione dei parcheggi a pagamento, seguono un’altra strada, secondo quelle che sono le indicazioni del Comune di Pontedera e della polizia locale, a quanto si apprende. Anche quando il trasgressore arriva sul posto durante il controllo degli stessi ausiliari del traffico – in servizio sempre in due – si vede lasciare sul cruscotto o consegnare nelle mani un foglietto in cui i verbalizzanti dichiarano che il trasgressore è assente.

La procedura è corretta? In teoria dovrebbero procedere alla contestazione ma non hanno le dotazioni per farlo. L’automobilista, documentando la propria presenza sul posto, può fare ricorso o chiedere l’annullamento in autotutela alla polizia municipale. Nel preavviso (di questo si tratta e se non il cittadino non paga nei 5 giorni riceverà la notifica formale con le relative spese) viene espressamente attestata l’assenza del trasgressore anche quando quest’ultimo è presente. Non si tratta di un’imprecisione irrilevante o di una semplice formula prestampata. L’indicazione dell’assenza del trasgressore costituisce l’attestazione di una specifica circostanza di fatto inserita in un atto destinato a produrre effetti nei confronti del cittadino.

Gli operatori incaricati dell’accertamento devono pertanto essere consapevoli, lo dice la normativa, del significato giuridico delle dichiarazioni che riportano, della necessità di verificarne la corrispondenza alla realtà e delle responsabilità connesse all’esercizio delle funzioni loro affidate.

Numerosi sarebbero stati i cittadini che negli ultimi mesi, da quanto si apprende, hanno chiesto spiegazioni rispetto alle procedure seguite. Pare a dettare le indicazioni sulle modalità del servizio sia la polizia locale, anche se sono dipendenti di un’azienda a capitale misto, a maggioranza privata. In pratica i vigili non possono contestare direttamente le multe in quanto non hanno le dotazioni necessarie per farlo. E questo, ovviamente non dipende da loro.

Gli accertatori però dovrebbero ricevere una formazione adeguata, iniziale e periodicamente aggiornata, non soltanto sulle norme del Codice della strada, ma anche sulle corrette modalità di verbalizzazione, sulla distinzione tra fatti direttamente constatati e formule standardizzate, sui doveri di imparzialità, diligenza e correttezza e sulle conseguenze derivanti dall’attestazione di circostanze non veritiere. Questo succede? è la domanda di alcuni cittadini. Del resto i responsabili, i coordinatori e i dirigenti del servizio hanno il dovere di organizzare adeguatamente l’attività, impartire istruzioni corrette, assicurare la formazione e l’aggiornamento del personale, vigilare sulle modalità operative adottate e intervenire tempestivamente quando emergano situazioni da chiarire.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Clima

Meteo in Toscana, forti temporali e calo delle temperature: addio estate africana – La previsione

di Tommaso Silvi