Morto nello scontro a Pisa, l’indagato positivo al test dell’alcol nel sangue
Problemi anche con la patente straniera mai convertita in quella italiana. Intanto nelle scorse ore, l’ultimo saluto: «Un ragazzo buono come il pane, dal sorriso dolce e sincero»
FUCECCHIO. Più di due volte il limite imposto dal Codice della strada rispetto alla presenza di alcol nel sangue. È il risultato degli accertamenti a cui è stato sottoposto l’uomo di 35 anni di origini straniere che sabato scorso è rimasto coinvolto nell’incidente in cui ha perso la vita Matheo Toni, 21 anni, di Fucecchio, lungo la statale Aurelia fra Pisa e Viareggio in territorio pisano.
Per quello scontro frontale, il 35enne è indagato per omicidio stradale, ma si è aggiunto anche un altro reato legato alla patente di guida, visto che la sua, straniera, non è mai stata convertita in quella italiana. E, quindi, secondo quanto appreso, sarebbe come se guidasse senza patente.
L’ultimo saluto
Ieri, 7 agosto, intanto, è stato celebrato il funerale del giovane aspirante geometra, ma anche ex giocatore di basket e membro della parrocchia intitolata a Santa Maria delle Vedute e San Rocco, dove faceva il volontario e l’animatore dei centri estivi.
Grande commozione per l’addio a Matheo. Molte persone hanno voluto sostenere il padre Luca, la mamma Laura Maria Pastori e la sorella Drita. A distanza, anche don Giorgio Rudzki, il parroco attualmente all’estero, con un messaggio su Facebook ha voluto esprimere vicinanza ai familiari e agli amici del giovane. «Come vostro parroco, anche se lontano fisicamente, desidero unirmi con tutto il cuore al vostro immenso dolore per l’improvvisa e inaspettata scomparsa di Matheo, strappato all’affetto dei suoi cari a soli ventuno anni – ha detto il sacerdote –. In questo momento il cuore è colmo di tristezza e, come tanti di voi, anch’io mi pongo la stessa domanda: perché? Perché un ragazzo così giovane? Perché proprio lui? Perché una vita piena di sogni, di speranze e di progetti è stata interrotta così presto?».
Secondo il prete di Fucecchio, «Matheo era un ragazzo buono come il pane, dal sorriso dolce e sincero, aperto a tutti, rispettoso, generoso, pieno di entusiasmo e di voglia di vivere. La sua bontà ha lasciato un segno nel cuore di quanti lo hanno conosciuto. Davanti a domande così grandi non esistono parole capaci di colmare il vuoto. Forse l’atteggiamento più autentico è proprio il silenzio: un silenzio attraversato dalle lacrime, dal dolore e dalla preghiera. Un silenzio che sembra non avere risposte. Eppure, proprio in questo silenzio, la fede viene in nostro aiuto. La nostra fede, e la fede che anche Matheo ha vissuto, ci fa ascoltare ancora una volta le parole dell’angelo davanti al sepolcro: “Non è qui: è risorto”. La morte non ha l’ultima parola. Cristo è risorto e ha aperto a tutti noi la strada della vita eterna».
«Ciao Matheo»
E ancora: «Ci piace pensare che il Signore abbia accolto Matheo tra le sue braccia. Forse il cielo aveva bisogno di un altro angelo, e oggi lui continua a vegliare su tutti coloro che ha amato. Il suo dolce sorriso, che tanti ricordano con affetto, continuerà ad accompagnarci nei diversi percorsi della vita, come un segno di speranza e di amore. Alla sua famiglia rivolgo la mia più sentita vicinanza, assicurando la preghiera mia e di tutta la comunità. Che il Signore doni forza nei giorni della prova e trasformi, poco alla volta, il dolore in una speranza che nasce dalla fede».
Poi il saluto al 21enne: «Ciao, Matheo. Grazie per la testimonianza di bontà, di semplicità e di amore che hai lasciato tra noi. Riposa nella pace del Signore e intercedi dal cielo per la tua famiglia, per i tuoi amici e per tutti noi».
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