Il Tirreno

Pontedera

Il caso

Morto nello scontro a Pisa, l’indagato positivo al test dell’alcol nel sangue

di Andreas Quirici
Il 21enne scomparso
Il 21enne scomparso

Problemi anche con la patente straniera mai convertita in quella italiana. Intanto nelle scorse ore, l’ultimo saluto: «Un ragazzo buono come il pane, dal sorriso dolce e sincero»

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FUCECCHIO. Più di due volte il limite imposto dal Codice della strada rispetto alla presenza di alcol nel sangue. È il risultato degli accertamenti a cui è stato sottoposto l’uomo di 35 anni di origini straniere che sabato scorso è rimasto coinvolto nell’incidente in cui ha perso la vita Matheo Toni, 21 anni, di Fucecchio, lungo la statale Aurelia fra Pisa e Viareggio in territorio pisano.

Per quello scontro frontale, il 35enne è indagato per omicidio stradale, ma si è aggiunto anche un altro reato legato alla patente di guida, visto che la sua, straniera, non è mai stata convertita in quella italiana. E, quindi, secondo quanto appreso, sarebbe come se guidasse senza patente.

L’ultimo saluto

Ieri, 7 agosto, intanto, è stato celebrato il funerale del giovane aspirante geometra, ma anche ex giocatore di basket e membro della parrocchia intitolata a Santa Maria delle Vedute e San Rocco, dove faceva il volontario e l’animatore dei centri estivi.

Grande commozione per l’addio a Matheo. Molte persone hanno voluto sostenere il padre Luca, la mamma Laura Maria Pastori e la sorella Drita. A distanza, anche don Giorgio Rudzki, il parroco attualmente all’estero, con un messaggio su Facebook ha voluto esprimere vicinanza ai familiari e agli amici del giovane. «Come vostro parroco, anche se lontano fisicamente, desidero unirmi con tutto il cuore al vostro immenso dolore per l’improvvisa e inaspettata scomparsa di Matheo, strappato all’affetto dei suoi cari a soli ventuno anni – ha detto il sacerdote –. In questo momento il cuore è colmo di tristezza e, come tanti di voi, anch’io mi pongo la stessa domanda: perché? Perché un ragazzo così giovane? Perché proprio lui? Perché una vita piena di sogni, di speranze e di progetti è stata interrotta così presto?».

Secondo il prete di Fucecchio, «Matheo era un ragazzo buono come il pane, dal sorriso dolce e sincero, aperto a tutti, rispettoso, generoso, pieno di entusiasmo e di voglia di vivere. La sua bontà ha lasciato un segno nel cuore di quanti lo hanno conosciuto. Davanti a domande così grandi non esistono parole capaci di colmare il vuoto. Forse l’atteggiamento più autentico è proprio il silenzio: un silenzio attraversato dalle lacrime, dal dolore e dalla preghiera. Un silenzio che sembra non avere risposte. Eppure, proprio in questo silenzio, la fede viene in nostro aiuto. La nostra fede, e la fede che anche Matheo ha vissuto, ci fa ascoltare ancora una volta le parole dell’angelo davanti al sepolcro: “Non è qui: è risorto”. La morte non ha l’ultima parola. Cristo è risorto e ha aperto a tutti noi la strada della vita eterna».

«Ciao Matheo»

E ancora: «Ci piace pensare che il Signore abbia accolto Matheo tra le sue braccia. Forse il cielo aveva bisogno di un altro angelo, e oggi lui continua a vegliare su tutti coloro che ha amato. Il suo dolce sorriso, che tanti ricordano con affetto, continuerà ad accompagnarci nei diversi percorsi della vita, come un segno di speranza e di amore. Alla sua famiglia rivolgo la mia più sentita vicinanza, assicurando la preghiera mia e di tutta la comunità. Che il Signore doni forza nei giorni della prova e trasformi, poco alla volta, il dolore in una speranza che nasce dalla fede».

Poi il saluto al 21enne: «Ciao, Matheo. Grazie per la testimonianza di bontà, di semplicità e di amore che hai lasciato tra noi. Riposa nella pace del Signore e intercedi dal cielo per la tua famiglia, per i tuoi amici e per tutti noi». 

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