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Fucecchio, il corpo carbonizzato nel casolare è di un clochard: cosa sappiamo
Macabra scoperta dei vigili del fuoco nell’intervento per l’incendio avvenuto nella notte tra Pasqua e Pasquetta
FUCECCHIO. Un incendio di un casolare abbandonato, di quelli che il vicinato conosce come un luogo in cui sbandati e senza tetto cercano un riparo da occhi indiscreti o, più tristemente e in maniera semplice, viene utilizzato per avere un tetto sopra la testa durante la notte. Ma quello che sembrava un rogo come ce ne sono a centinaia durante l’anno si è rivelato essere una macabra scoperta per i vigili del fuoco del distaccamento di Empoli.
Il ritrovamento
Dopo aver ricevuto l’allarme, poco prima delle 6 di ieri ed essere arrivati in via della Palagina, a Ponte a Cappiano, nel comune di Fucecchio, infatti, sono cominciate le operazioni di spegnimento dell’incendio e di messa in sicurezza l’area. Ma gli uomini del comando di Firenze si sono trovati davanti il cadavere di una persona, probabilmente un uomo, completamente carbonizzato. Impossibile delineare i contorni di quanto accaduto, anche dalle prime ricostruzioni potrebbe essersi trattato di un incidente. Vicino al corpo senza vita e senza identità, infatti, sono stati trovati fili elettrici. Secondo una prima ipotesi, la vittima potrebbe aver tentato di scaldarsi con un dispositivo prima che le fiamme avvolgessero l’ambiente fatiscente.
Le parole della sindaca
Nella località vicino alle Cerbaie, che i residenti segnalavano come luogo di bivacchi, è arrivata anche la sindaca Emma Donnini che, ovviamente, ha preso informazioni su quanto accaduto dai carabinieri e dai vigili del fuoco. «Da quello che abbiamo potuto appurare finora, sembra trattarsi di una tragedia della solitudine – ha detto la sindaca –. Una persona che aveva trovato in questo casolare diroccato un riparo di fortuna qui ha perso la vita. Persone che per vari motivi, magari perché vittime di mercati malavitosi, non riescono a chiedere aiuto alle istituzioni e si trovano a scegliere soluzioni di questo tipo per ripararsi e sopravvivere. È una tragedia che ci scuote profondamente e ci interroga. Adesso attendiamo i risultati delle indagini delle forze dell’ordine e dei rilievi dei vigili del fuoco per conoscere nei dettagli cosa è accaduto».
Una tragedia da chiarire
Nel casolare sono entrati anche i militari dell’Arma che si occupano di investigazioni scientifiche. Con le inconfondibili tute blu hanno cercato elementi per indirizzare le ricerche sul morto, il cui riconoscimento ufficiale dovrebbe arrivare anche dal test del Dna.
Una tragedia che i carabinieri dovranno chiarire anche attraverso testimonianze di eventuali testimoni o, comunque, di persone che frequentano quel casolare a Ponte a Cappiano, paese in cui sono presenti numerose aziende del settore conciario e che, durante i periodi come quello attuale, caratterizzato dalle festività pasquali e con il bel tempo, fatalmente si svuota in attesa del rientro al lavoro.
Intanto il paese e la zona si ritrovano con l’ennesimo episodio legato alla marginalità che sia lo spaccio sui boschi dell’area naturalistica delle Cerbaie o la ricerca di un luogo dove poter passare la notte da parte di chi una casa non ce l’ha. E che, ogni sera, va incontro a rischi come quello che si è verificato all’alba del giorno di pasquetta.
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