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Calcio: Serie C

Pontedera, crisi e contestazione: i tifosi costringono i giocatori a togliere la maglia – «Non siete degni». E mister Braglia va negli spogliatoi

di Tommaso Silvi

	I calciatori del Pontedera tolgono le maglie dopo la contestazione dei tifosi 
I calciatori del Pontedera tolgono le maglie dopo la contestazione dei tifosi 

L’episodio dopo il ko al Mannucci contro il Guidonia. L’ufficio stampa della società spiega che il tecnico non si è accorto della situazione altrimenti sarebbe andato a dialogare coi tifosi insieme ai calciatori. I granata sprofondano sempre di più e dai vertici del club non arriva alcuna presa di posizione

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PONTEDERA. «Ora basta. Toglietevi le maglie. Toglietevele ora. Non siete degni di indossare i nostri colori». Il Pontedera ha appena perso la 18esima partita su 30 disputate in campionato e dalla Gradinata Nord Diego Savelli esplode la contestazione. I giocatori vengono richiamati sotto il settore degli ultras. Volano parole pesanti, la rabbia da parte dei tifosi è quella di chi vede la propria squadra del cuore precipitare senza alcuna speranza di risveglio. Ultimo posto in classifica, un solo punto nelle ultime cinque partite e lo spettro della retrocessione diretta – senza neppure passare dai playout – ormai a un passo. Perché per disputare almeno gli spareggi per non sprofondare nei dilettanti servono massimo 8 punti di distacco dalla quintultima, che in questo momento è la Torres. Attualmente il distacco tra i granata e i sardi è di -12, anche se il Pontedera ha una gara in meno rispetto alla Torres. Una situazione catastrofica che è degenerata nel pomeriggio di sabato 14 marzo, dopo il ko al Mannucci contro il Guidonia, che non vinceva in campionato da 14 partite. 

«Ora toglietevi le maglie» e mister Braglia va negli spogliatoi

Dopo il triplice fischio la Gradinata richiama la squadra con ampi cenni. Gli ultras vogliono parlare coi giocatori. Sono attimi concitati, tra rabbia, sconcerto e nervi tesi. La squadra si incammina verso la pista di atletica, sotto il settore del tifo. Ma mister Piero Braglia – due punti in sei partite da quando siede sulla panchina granata – se ne va negli spogliatoi lasciando da soli i calciatori. «Il mister ha spiegato che non è mai andato sotto i tifosi, né nelle vittorie né nelle sconfitte, in tutta la sua carriera. Se si fosse accorto della situazione sicuramente sarebbe andato insieme ai calciatori», fa sapere l’ufficio stampa del Pontedera nelle ore successive alla contestazione. Fatto sta che il faccia a faccia avviene tra i calciatori, il direttore sportivo Carlo Taldo e la tifoseria. E dalla Gradinata arriva l’ordine. Chiaro e perentorio. «Toglietevi la maglia granata, non siete degni di indossarla». I calciatori si guardano tra loro, non sanno che fare. C’è anche capitan Caponi. Un rapido scambio di occhiate e poi qualcuno inizia a togliere la maglia. Poi un altro. E un altro ancora. Alla fine tutta la squadra lascia il campo senza divisa di gioco. E dalla Gradinata continuano a piovere urla di disappunto. 

Il silenzio della società e le ultime sei partite

Intanto la nuova proprietà a trazione brasiliana – capitanata dal fondo Sportheca, che di fatto ha coordinato e concluso l’acquisizione della quasi totalità delle quote del club – si rifugia nel silenzio. Non risultano prese di posizioni ufficiali. Non ci sono comunicazioni in nessuno dei canali del Pontedera. Il neo presidente Gustavo Nikitiuk ha deciso per il momento di non intervenire pubblicamente. E come lui gli altri membri del neonato consiglio d’amministrazione. Intanto ci sono ancora sei partite da giocare: Pianese, Carpi e Sambenedettese in trasferta. Bra, Ravenna e Livorno in casa. Se il Pontedera ne vince quattro può almeno sperare di giocarsi i playout. Altrimenti sarà Serie D. Quattordici anni dopo per i granata potrebbero spalancarsi di nuovo le porte dell’inferno dei dilettanti. Una discesa che oggi sembra praticamente inarrestabile. 

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